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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VI, capitolo 43
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Cesare, partito di nuovo per tormentare i nemici, radunato un gran numero di truppe dalle città vicine, le manda in ogni direzione. Tutti i villaggi e tutti gli edifici che ciascuno scorgeva venivano incendiati; il bottino veniva portato via da ogni luogo; il grano non solo veniva consumato da una così grande quantità di bestie da soma e di uomini, ma era anche caduto per la stagione e per le piogge, cosicché, anche se in quel momento alcuni si fossero nascosti, tuttavia, una volta ritiratosi l'esercito, sembrava che dovessero perire per la mancanza di ogni cosa. E spesso si arrivò a tal punto, essendo la cavalleria divisa in ogni direzione, che i prigionieri riferivano di aver scorto poco prima Ambiorige in fuga e sostenevano che non fosse ancora del tutto scomparso dalla vista, cosicché, nutrita la speranza di raggiungerlo e intrapresa una fatica infinita da chi pensava di ottenere il massimo favore da Cesare, quasi vincessero la natura con lo zelo, e sembrava che sempre un poco mancasse alla piena fortuna, ed egli si sottraesse tra nascondigli o valli boscose, e nascosto di notte cercasse altre regioni e zone, con una scorta di cavalieri non maggiore di quattro, ai soli quali osava affidare la propria vita.
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