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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VI, capitolo 44
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
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Devastate in questo modo le regioni, Cesare riconduce l'esercito a Durocortoro dei Remi con la perdita di due coorti; convocato in quel luogo il concilio della Gallia, decide di tenere un'inchiesta sulla congiura dei Senoni e dei Carnuti, e su Accone, che ne era stato il capo, pronunciata una sentenza più severa, lo condannò al supplizio secondo l'uso degli antenati. Alcuni, temendo il giudizio, fuggirono. Dopo aver interdetto loro l'acqua e il fuoco, sistemò due legioni ai confini dei Treveri, due tra i Lingoni, le rimanenti sei nei territori dei Senoni ad Agedinco, negli accampamenti invernali; e, provveduto il grano per l'esercito, come aveva stabilito, partì per l'Italia per tenere le assemblee giudiziarie.
Tali modo vastatis regionibus exercitum Caesar duarum cohortium damno Durocortorum Remorum reducit concilioque in eum locum Galliae indicto de coniuratione Senonum et Carnutum quaestionem habere instituit et de Accone, qui princeps eius consili fuerat, graviore sententia pronuntiata more maiorum supplicium sumpsit. Nonnulli iudicium veriti profugerunt. Quibus cum aqua atque igni interdixisset, duas legiones ad fines Treverorum, duas in Lingonibus, sex reliquas in Senonum finibus Agedinci in hibernis collocavit frumentoque exercitui proviso, ut iustituerat, in Italiam ad conventus agendos profectus est.
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