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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 15
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Approvata questa proposta con il consenso di tutti, in un solo giorno vengono incendiate più di venti città dei Biturigi. La stessa cosa accade nelle altre città: in ogni luogo si vedono incendi; e sebbene tutti li sopportassero con grande dolore, tuttavia si consolavano pensando che, con la vittoria ormai quasi certa, avrebbero presto recuperato ciò che avevano perduto. Nel consiglio comune si delibera su Avarico, se convenisse incendiarla o difenderla. I Biturigi si gettano ai piedi di tutti i Galli, supplicando di non essere costretti a incendiare con le proprie mani la città più bella di quasi tutta la Gallia, che è protezione e vanto della loro nazione: Dicono che la difenderanno facilmente grazie alla natura del luogo, poiché, circondata quasi da ogni lato da fiume e palude, ha un solo accesso, e per giunta strettissimo. Ai supplicanti viene concesso il permesso, mentre Vercingetorige dapprima si oppone, poi cede sia alle loro preghiere sia alla pietà della folla. Vengono scelti difensori adatti per la città.
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