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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 23
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Tutte le mura dei Galli, del resto, hanno pressappoco questa forma. Travi diritte e continue vengono disposte sul terreno in lunghezza a intervalli uguali, distanti tra loro due piedi. Queste vengono legate insieme dall'interno e rivestite con abbondante terrapieno: Quegli intervalli poi, di cui abbiamo parlato, vengono riempiti sul davanti con grosse pietre. Dopo aver disposto e commesso questi elementi, si aggiunge sopra un altro ordine, in modo che si mantenga lo stesso intervallo e le travi non si tocchino tra loro, ma, distanziate a intervalli uguali, siano tenute salde ciascuna dalle pietre interposte una per una. Così, di seguito, tutta l'opera viene intessuta, finché si raggiunga la giusta altezza del muro. Questa struttura non solo non è brutta a vedersi per la varietà di travi e pietre alternate che mantengono le loro file in linee dritte, ma per l'utilità e la difesa delle città possiede grandissimo vantaggio, perché la pietra la protegge dall'incendio e il legno dall'ariete, dato che essa, legata all'interno per lo più con travi lunghe quaranta piedi, non può essere né sfondata né divelta.
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