Caricamento…
Caricamento…
latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 32
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Cesare, fermatosi ad Avarico diversi giorni e trovata lì una grandissima quantità di grano e degli altri viveri, ristorò l'esercito dalla fatica e dalla penuria. Ormai, quasi finito l'inverno, poiché era chiamato dalla stessa stagione dell'anno a condurre la guerra e aveva deciso di muovere contro il nemico, sia che potesse stanarlo dalle paludi e dai boschi sia stringerlo d'assedio, giungono da lui gli ambasciatori, i capi degli Edui, per supplicarlo di soccorrere la loro città in un momento particolarmente critico: La situazione era in sommo pericolo perché, mentre da sempre un solo magistrato veniva eletto e deteneva il potere regio per un anno, ora due lo esercitano e ciascuno dei due afferma di essere stato eletto secondo le leggi. Di questi due, uno è Convittolitave, giovane fiorente e illustre, l'altro Coto, nato da una famiglia antichissima e lui stesso uomo di grandissimo potere e di grande parentela, il cui fratello Valetiaco aveva ricoperto la stessa magistratura l'anno precedente. Tutta la città era in armi: diviso il senato, diviso il popolo, ciascuno dei due con la propria cerchia di clienti. Se la contesa si fosse protratta più a lungo, una parte della città sarebbe venuta a scontro con l'altra. Che ciò non accadesse, dipendeva dalla sua diligenza e dalla sua autorità.
Caesar Avarici complures dies commoratus summamque ibi copiam frumenti et reliqui commeatus nactus exercitum ex labore atque inopia refecit. Iam prope hieme confecta cum ipso anni tempore ad gerendum bellum vocaretur et ad hostem proficisci constituisset, sive eum ex paludibus silvisque elicere sive obsidione premere posset, legati ad eum principes Aeduorum veniunt oratum ut maxime necessario tempore civitati subveniat: Summo esse in periculo rem, quod, cum singuli magistratus antiquitus creari atque regiam potestatem annum obtinere consuessent, duo magistratum gerant et se uterque eorum legibus creatum esse dicat. Horum esse alterum Convictolitavem, florentem et illustrem adulescentem, alterum Cotum, antiquissima familia natum atque ipsum hominem summae potentiae et magnae cognationis, cuius frater Valetiacus proximo anno eundem magistratum gesserit. Civitatem esse omnem in armis; divisum senatum, divisum populum, suas cuiusque eorum clientelas. Quod si diutius alatur controversia, fore uti pars cum parte civitatis confligat. Id ne accidat, positum in eius diligentia atque auctoritate.
L’app Versia per iPhone
Con l’app fotografi la tua versione e hai traduzione e analisi periodo per periodo, come in questa pagina, con il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.
Gratis, con 4 versioni a settimana incluse.