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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 39
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Eporedorige l'Eduo, giovane nato in una posizione elevatissima e di grandissimo potere in patria, e insieme Viridomaro, pari a lui per età e prestigio ma diverso per stirpe, che Cesare, affidatogli da Diviziaco, aveva innalzato da umile condizione al più alto prestigio, erano confluiti tra i cavalieri, chiamati da lui uno per uno. Tra loro c'era rivalità per il primato, e in quella contesa per le magistrature l'uno aveva combattuto con tutte le forze per Convictolitave, l'altro per Coto. Fra questi, Eporedorige, saputo il piano di Litavicco, verso mezzanotte riferisce il fatto a Cesare; lo supplica di non permettere che la nazione, per i cattivi consigli di quei giovani, si allontani dall'amicizia del popolo romano; e prevede che ciò accadrà, se tante migliaia di uomini si uniranno ai nemici, la cui salvezza né i parenti potrebbero trascurare, né la nazione considerare cosa di poco conto.
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