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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 44
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Mentre rifletteva su questo, gli parve presentarsi l'occasione di condurre bene l'impresa. Infatti, essendo giunto nell'accampamento minore per ispezionare i lavori, notò che un colle, tenuto dai nemici, che nei giorni precedenti si poteva a stento scorgere per la moltitudine di uomini, era ormai spoglio di gente. Stupito, chiede la ragione ai disertori, un gran numero dei quali affluiva ogni giorno da lui. Era noto a tutti, cosa che lo stesso Cesare aveva già appreso dagli esploratori, che il dorso di quel crinale era quasi pianeggiante, ma boscoso e stretto nel punto dove si trovava l'accesso all'altra parte della città; che essi temevano fortemente per questo luogo e ormai la pensavano diversamente: occupato un colle dai Romani, se avessero perso anche l'altro, sarebbero sembrati quasi accerchiati e chiusi fuori da ogni via d'uscita e da ogni foraggiamento: per fortificare questo luogo, tutti erano stati chiamati da Vercingetorige.
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