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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 46
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Il muro della città distava, in linea retta dalla pianura e dall'inizio della salita, milleduecento passi, se non ci fosse stata alcuna deviazione: Quanto qui si era aggiunto di percorso per addolcire la pendenza, aumentava quello spazio di cammino. Quasi dal mezzo del colle, in lunghezza, come permetteva la natura del monte, i Galli avevano tracciato con grandi massi un muro di sei piedi, che rallentasse l'assalto dei nostri; e, lasciato vuoto tutto lo spazio inferiore, avevano riempito la parte superiore del colle, fino al muro della città, con accampamenti fittissimi. I soldati, dato il segnale, arrivano rapidamente alla fortificazione e, oltrepassatala, si impadroniscono di tre accampamenti; E tale fu la rapidità nel prendere gli accampamenti, che Teutomato, re dei Nitiobrogi, sorpreso all'improvviso nella tenda, mentre riposava a mezzogiorno, con la parte superiore del corpo scoperta e il cavallo ferito, a stento riuscì a sottrarsi dalle mani dei soldati che saccheggiavano.
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