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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 48
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Nel frattempo quelli che, come abbiamo mostrato sopra, si erano radunati dall'altra parte della città per la fortificazione, uditi appena i primi clamori, e poi anche spinti da frequenti messaggi che la città era occupata dai Romani, mandati avanti i cavalieri, si affrettarono là in gran folla. Di loro, man mano che ciascuno arrivava per primo, si fermava sotto il muro e accresceva il numero dei suoi che combattevano. Essendosi radunata una grande moltitudine di loro, le madri di famiglia, che poco prima tendevano le mani ai Romani dal muro, cominciarono a supplicare i propri, a mostrare i capelli sciolti secondo l'usanza gallica e a esibire i figli davanti agli occhi. Per i Romani la lotta non era pari né per posizione né per numero; e, sfiniti insieme dalla corsa e dallo spazio del combattimento, non reggevano facilmente il confronto con nemici freschi e integri.
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