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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 59
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Si sentiva dire che Cesare si era già allontanato da Gergovia, giungevano già voci sulla defezione degli Edui e su un nuovo moto della Gallia, e i Galli affermavano nei loro colloqui che Cesare, tagliato fuori dalla via e dalla Loira, spinto dalla mancanza di grano, si era diretto verso la Provincia. I Bellovaci poi, saputa la defezione degli Edui, essi che già di per sé erano infidi, cominciarono a raccogliere truppe e a preparare apertamente la guerra. Allora Labieno, per un così grande mutamento delle circostanze, capiva di dover adottare un piano ben diverso da quello che aveva pensato in precedenza, e non pensava più a conquistare qualcosa provocando i nemici in battaglia, ma a ricondurre l'esercito incolume ad Agedinco. Infatti da una parte incalzavano i Bellovaci, popolo che in Gallia gode della più grande fama di valore, dall'altra Camulogeno la teneva occupata con un esercito pronto e schierato; inoltre un fiume enorme teneva le legioni separate dal presidio e dai bagagli. Di fronte a difficoltà così improvvise, capiva che doveva cercare aiuto nel coraggio d'animo.
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