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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 69
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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La città stessa di Alesia sorgeva sulla cima di un colle assai elevato, tanto che non sembrava potersi espugnare se non con un assedio; due fiumi bagnavano le pendici di quel colle da due lati. Davanti a questa città si estendeva una pianura per circa tre miglia di lunghezza; da tutte le altre parti dei colli, a distanza moderata, circondavano la città con un'altezza uniforme di cresta. Sotto le mura, nella parte del colle rivolta verso il sole nascente, le truppe dei Galli avevano occupato tutto questo spazio e avevano tracciato un fossato e un muro a secco alto sei piedi. Il perimetro di questa fortificazione, che veniva costruita dai Romani, misurava undici miglia. Gli accampamenti erano collocati in posizioni favorevoli, e lì erano stati costruiti ventitré fortini, nei quali di giorno venivano poste delle sentinelle, perché non avvenisse all'improvviso qualche sortita; questi stessi fortini di notte erano presidiati da guardie notturne e da solidi presidi.
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