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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 72
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
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Saputo questo da disertori e prigionieri, Cesare adotta questi tipi di fortificazione. Scavò un fossato di venti piedi con i lati verticali, in modo che il fondo di quel fossato fosse largo tanto quanto distavano tra loro i bordi superiori del fossato. Ritirò tutte le altre fortificazioni di quattrocento piedi da quel fossato, per questo motivo: poiché aveva dovuto abbracciare uno spazio necessariamente così ampio, e non si poteva facilmente circondarlo tutto con una corona di soldati, affinché una moltitudine di nemici non piombasse all'improvviso o di notte sulle fortificazioni, oppure di giorno non potesse scagliare dardi contro i nostri addetti al lavoro. Dopo questo spazio interposto, scavò due fossati larghi quindici piedi e della stessa profondità; quello interno lo riempì d'acqua deviata dal fiume nei punti pianeggianti e bassi. Dietro di essi costruì un terrapieno e una palizzata alti dodici piedi. Vi aggiunse un parapetto e dei merli, con grossi rami a punta sporgenti nei punti di giunzione tra i graticci e il terrapieno, che rallentassero la salita dei nemici, e circondò tutta l'opera di torri, che distavano ottanta piedi l'una dall'altra.
Quibus rebus cognitis ex perfugis et captivis, Caesar haec genera munitionis instituit. Fossam pedum viginti directis lateribus duxit, ut eius fossae solum tantundem pateret quantum summae fossae labra distarent. Reliquas omnes munitiones ab ea fossa pedes quadringentos reduxit, [id] hoc consilio, quoniam tantum esset necessario spatium complexus, nec facile totum corpus corona militum cingeretur, ne de improviso aut noctu ad munitiones hostium multitudo advolaret aut interdiu tela in nostros operi destinatos conicere possent. Hoc intermisso spatio duas fossas quindecim pedes latas, eadem altitudine perduxit, quarum interiorem campestribus ac demissis locis aqua ex flumine derivata complevit. Post eas aggerem ac vallum duodecim pedum exstruxit. Huic loricam pinnasque adiecit grandibus cervis eminentibus ad commissuras pluteorum atque aggeris, qui ascensum hostium tardarent, et turres toto opere circumdedit, quae pedes LXXX inter se distarent.
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