maAtquelliei,chequiad AlesiaAlesiaeerano assediatiobsidebanturpassatopraeteritail giornodie,in cuiquai soccorsiauxiliadei lorosuorumavevano attesoexspectaverant,consumatoconsumptotuttoomniil granofrumento,ignariinsciiciò chequidpressoingli EduiAeduisaccadevagereretur,il consiglioconcilioradunatocoactosudel'esitoexitupropriasuarumsortefortunarumdiscutevanoconsultabant.eAcvarivariisespressidictisparerisententiis,di cuiquarumuna parteparsla resadeditionem,un'altra partepars,finchédumle forzeviresfossero bastatesuppeterent,una sortitaeruptionemproponevacensebat,nonnonda tralasciarepraetereundail discorsooratiodi CritognatoCritognatisembravideturperpropterla suaeiussingolaresingularemeetnefandanefariamcrudeltàcrudelitatem.costuiHicelevatissimasummotraingli ArverniArvernisnatoortusposizionelocoeetgrandemagnaeritenutohabitusdi autoritàauctoritatis,nulla"Nihil,"disseinquit,su"dedi quellieorumil pareresententiache diràdicturussonosum,quelli chequila più vergognosaturpissimamschiavitùservitutemdi resadeditioniscol nomenominechiamanoappellant,e nonnequecostorohosda considerarehabendoscittadiniciviumal rango diloconénequealadconsiglioconciliumda ammettereadhibendosritengocenseo.conCumquestihisa memihila faccendaressiasit,quelli chequila sortitaeruptionemapprovanoprobant;il cuiquorumininparereconsiliodi tuttiomniumvoivestrumcol consensoconsensuanticopristinaerisiedereresideredel valorevirtutisil ricordomemoriasembravidetur.d'animoAnimièestcodestaistadebolezzamollitia,nonnoncoraggiovirtus,per un po'paulisperla privazioneinopiamsopportareferrenonnonpotereposse.quelli cheQuisisespontaneamenteultroalla mortemortioffranoofferantpiù facilmentefaciliussi trovanoreperiunturchequamquelli chequiil doloredoloremcon pazienzapatientersopportinoferant.eAtqueioegoquestahancopinionesententiamapprovereiprobaremtanto(tantumpressoapuddi memeil senso dell'onoredignitaspuòpotest),sesinessunanullamse nonpraeterquamdella vitavitaenostranostraeperditaiacturamverificarsifierivedessividerem:masednelindecisioneconsilioprenderecapiendotuttaomnemla GalliaGalliamdobbiamo guardarerespiciamus,chequamaadnostronostrumaiutoauxiliumabbiamo spintoconcitavimus.qualeQuiddi uominihominummilamilibusottantaLXXXun solounoluogolocouccisiinterfectisi parentipropinquise i consanguineiconsanguineisquenostrinostrisanimoanimiavrannoforepensateexistimatis,sesiquasipaenesuingli stessiipsiscadavericadaveribusin battagliaproeliocombatteredecertaresaranno costretticogentur?non vogliateNolitecostorohosvostrovestroaiutoauxilioprivareexspoliare,chequivostravestraesalvezzasalutispercausapropriosuumpericolopericulumhanno trascuratoneglexerunt,nénecstoltezzastultitiaeacsconsideratezzatemeritatevostravestraoautd'animoanimidebolezzaimbecillitatetuttaomnemla GalliaGalliamabbattereprosternereeetperpetuaperpetuaeschiavitùservitutisottoporresubicere.o forseAn,poichéquodaladgiorno stabilitodiemnonnonsono venutivenerunt,dideloroeorumlealtàfidee costanzaconstantiaquedubitatedubitatis?cheQuiddunqueergo?i RomaniRomanosininquelleillispiù esterneulterioribusfortificazionimunitionibusper spiritoaniminepercausaogni giornocotidieesercitarsiexercericredeteputatis?seSiloroillorumdai messaggerinuntiisavere confermaconfirmarinonnonpotetepotestisogniomniaccessoaditubloccatopraesaepto,questihisserviteviutiminitestimonitestibusche si avvicinaappropinquareloroeoruml'arrivoadventum;di ciòcuiusquesta cosareidal timoretimoreatterritiexterritigiornodieme nottenoctemqueneiinlavorioperesono impegnativersantur.qualeQuiddunqueergomiomeiconsiglioconsilièest?fareFacere,ciò chequodnostrinostriantenatimaioresper nullanequaquamsimilepariguerrabellodei CimbriCimbrorume dei TeutoniTeutonumquefecerofecerunt;chequinelleincittàoppidaincalzaticompulsieacsimilesimilicarestiainopiaridottisubactidi quellieorumdei corpicorporibuschequiper etàaetateallaadguerrabelluminutiliinutilessembravanovidebanturla vitavitamsopportaronotoleraverunte nonnequesiseai nemicihostibusarreserotradiderunt.di ciòCuiusquesta cosareisesiun precedenteexemplumnonnonavessimohaberemus,comunquetamendella libertàlibertatisper amorecausafosse istituitoinstituieetai posteriposteristramandatoprodibellissimopulcherrimumriterreiiudicarem.infattiNamche cosaquida quellaillisimilesimileguerrabelloci fufuit?devastataDepopulatala GalliaGalliai CimbriCimbrie grandemagnaquerecatoillatadannocalamitatedai territorifinibusinveroquidemnostrinostrisalla finealiquandouscironoexcesserunteatquealtrealiasterreterrascercaronopetierunt;i dirittiiura,le leggileges,i campiagros,la libertàlibertatema noinobislasciaronoreliquerunt.i RomaniRomaniinveceveroche cosaquidcercanopetuntaltroaliudoautche cosaquidvoglionovolunt,se nonnisidall'invidiainvidiaspintiadducti,quelli chequosla famafamanobilinobilese potentipotentesquein guerrabelloha fatto conoscerecognoverunt,di questihorumneiincampiagrise nelle cittàcivitatibusqueinsediarsiconsidereeatquea lorohiseternaaeternamimporreiniungereschiavitùservitutem?nonNequeinfattienimnessunaullaaltraaliacondizionecondicioneguerrebellahanno condottogesserunt.cheQuodsesiciòeachequaepressoinlontanilonginquispopolinationibusaccadegerunturignorateignoratis,guardaterespiciteconfinantefinitimamla GalliaGalliam,chequaeainprovinciaprovinciamridottaredactail dirittoiureeetle leggilegibusmutaticommutatisalle scurisecuribussottopostasubiectaperpetuaperpetuaè oppressapremiturda una schiavitùservitute."
Traduzione in italiano
Ma quelli che erano assediati ad Alesia, passato il giorno in cui avevano atteso i soccorsi dei loro, consumato tutto il grano, ignari di ciò che accadeva presso gli Edui, radunato il consiglio, discutevano sull'esito della propria sorte. Ed espressi vari pareri, di cui una parte proponeva la resa, un'altra, finché fossero bastate le forze, una sortita, non sembra da tralasciare il discorso di Critognato per la sua crudeltà singolare e nefanda. Costui, nato in una posizione elevatissima tra gli Arverni e ritenuto di grande autorità, disse: «Non dirò nulla sul parere di quelli che chiamano col nome di resa la più vergognosa schiavitù, e ritengo che costoro non vadano considerati al rango di cittadini né ammessi al consiglio. Ho a che fare con quelli che approvano la sortita; nel cui parere sembra risiedere, con il consenso di voi tutti, il ricordo dell'antico valore. Non poter sopportare per un po' la privazione è debolezza d'animo, non coraggio. Si trovano più facilmente uomini che si offrano spontaneamente alla morte, che uomini che sopportino con pazienza il dolore. E io approverei questa opinione (tanto può presso di me il senso dell'onore), se vedessi che non si verifica altra perdita se non quella della nostra vita: ma nel prendere una decisione dobbiamo guardare a tutta la Gallia, che abbiamo spinto a venire in nostro aiuto. Che animo pensate avranno i nostri parenti e consanguinei, una volta uccisi in un solo luogo ottantamila uomini, se saranno costretti a combattere quasi sui loro stessi cadaveri? Non private del vostro aiuto costoro, che per la vostra salvezza hanno trascurato il proprio pericolo, né abbattete tutta la Gallia con la vostra stoltezza e sconsideratezza o con la debolezza d'animo, sottoponendola a una schiavitù perpetua. O forse, poiché non sono venuti al giorno stabilito, dubitate della loro lealtà e costanza? E allora? Credete che i Romani si esercitino ogni giorno in quelle fortificazioni più esterne per puro spirito? Se, essendo bloccato ogni accesso, non potete avere conferma dai loro messaggeri, servitevi di questi testimoni per sapere che il loro arrivo si avvicina; atterriti dal timore di ciò, sono impegnati nei lavori giorno e notte. Qual è dunque il mio consiglio? Fare quel che i nostri antenati fecero in una guerra per nulla simile, quella contro i Cimbri e i Teutoni; che, incalzati nelle città e ridotti da una simile carestia, sopravvissero nutrendosi dei corpi di quelli che per età sembravano inutili alla guerra, e non si arresero ai nemici. E se anche non avessimo un precedente di ciò, riterrei comunque bellissimo che, per amore della libertà, un tale esempio fosse istituito e tramandato ai posteri. Infatti, che cosa ci fu di simile a quella guerra? Devastata la Gallia e recatoci un grande danno, i Cimbri alla fine uscirono dai nostri territori e cercarono altre terre; ci lasciarono i diritti, le leggi, i campi, la libertà. I Romani invece, che cosa altro cercano o vogliono se non, spinti dall'invidia, insediarsi nei campi e nelle città di quelli che la fama ha fatto conoscere come nobili e potenti in guerra, e imporre loro una schiavitù eterna? Infatti non hanno mai condotto guerre a nessun'altra condizione. Che se ignorate ciò che accade presso i popoli lontani, guardate alla Gallia confinante, che, ridotta a provincia, mutati il diritto e le leggi, sottoposta alle scuri, è oppressa da una schiavitù perpetua».