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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 89
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Il giorno dopo, convocata l'assemblea, Vercingetorix dichiara di aver intrapreso quella guerra non per necessità proprie, ma per la causa della libertà comune, e poiché bisogna cedere alla sorte, si offre a loro per l'una o l'altra soluzione, sia che vogliano soddisfare i Romani con la sua morte, sia che vogliano consegnarlo vivo. Vengono mandati ambasciatori a Cesare per queste cose. Egli ordina che siano consegnate le armi e condotti fuori i capi. Egli stesso si siede sulla fortificazione davanti all'accampamento: là vengono condotti i capi; Vercingetorix si arrende, le armi vengono gettate a terra. Risparmiati gli Edui e gli Arverni, nella speranza di poter riconquistare tramite loro le rispettive città, distribuisce a tutto l'esercito, a titolo di bottino, un prigioniero a testa tra i rimanenti.
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