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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 11
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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Cesare, poiché si accorgeva che il nemico se ne teneva fermo già da molti giorni negli accampamenti fortificati dalla palude e dalla natura del luogo, e che i loro accampamenti non si potevano assalire senza un combattimento rovinoso, né si poteva bloccare quel luogo con fortificazioni se non con un esercito maggiore, manda una lettera a Treboni, perché richiamasse quanto più rapidamente possibile la legione tredicesima, che svernava nel territorio dei Biturigi con il legato Tito Sestio, e venisse da lui con tre legioni a marce forzate; lui stesso manda i cavalieri, a turno, dei Remi e dei Lingoni e delle altre città, di cui aveva richiamato un gran numero, a presidio delle foraggiate, perché resistessero alle improvvise incursioni dei nemici.
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