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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 26
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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Intanto il legato Gaio Caninio, venuto a sapere per lettere e messaggi di Durazio, che era rimasto sempre fedele all'amicizia dei Romani, che una grande moltitudine di nemici si era radunata nei confini dei Pittoni, poiché una parte della sua città si era ribellata, si mosse verso la città di Lemono. Mentre si avvicinava a quel luogo e apprendeva con più certezza dai prigionieri che Durazio, chiuso a Lemono, era assediato da molte migliaia di uomini al comando di Dumnaco, capo degli Andi, e non osava affidare ai nemici legioni troppo deboli, pose il campo in un luogo fortificato. Dumnaco, saputo che Caninio si stava avvicinando, rivolte tutte le truppe contro le legioni, decise di assalire il campo dei Romani. Poiché aveva consumato parecchi giorni nell'assedio e, con grave perdita dei suoi, non era riuscito ad abbattere nessuna parte delle fortificazioni, tornò di nuovo ad assediare Lemono.
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