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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 28
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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La notte seguente Fabio manda avanti la cavalleria, preparata in modo da attaccare battaglia e trattenere tutta la colonna nemica, finché egli stesso non li avesse raggiunti. Per eseguire i suoi ordini, Quinto Azio Varo, comandante della cavalleria, uomo di straordinario coraggio e prudenza, incoraggia i suoi e, raggiunta la colonna nemica, dispone parte degli squadroni in luoghi adatti, e con parte della cavalleria attacca battaglia. La cavalleria nemica combatte con più audacia, sostenuta dai fanti che, fermandosi lungo tutta la colonna, portano aiuto ai loro cavalieri contro i nostri. Il combattimento si svolge con aspro scontro. Infatti i nostri, disprezzando i nemici sconfitti il giorno prima, ricordando che le legioni li seguivano, spinti dalla vergogna di cedere e dal desiderio di concludere da soli la battaglia, combattono con grandissimo valore contro i fanti; i nemici invece, credendo che non sarebbe arrivato altro rinforzo, come avevano saputo il giorno prima, sembravano aver colto l'occasione di distruggere la nostra cavalleria.
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