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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 29
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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Mentre si combatteva già da un po' con grandissimo impegno, Dumnaco schiera una linea che servisse da riserva alla propria cavalleria, quando all'improvviso le legioni serrate arrivano in vista dei nemici. Viste queste, gli squadroni dei barbari, sconvolti, e la schiera atterrita dei nemici, scompigliata la colonna dei bagagli, con grande clamore e fuggendo in ogni direzione si danno alla fuga. Ma i nostri cavalieri, che poco prima avevano combattuto con grandissimo valore contro chi resisteva, esaltati dalla gioia della vittoria, levato da ogni parte un grande grido, circondano quelli che fuggono e ne uccidono, in quello scontro, quanti la forza dei cavalli nell'inseguire e la mano destra nel colpire riescono a raggiungere. Perciò, uccisi più di dodicimila uomini, sia armati sia di quelli che per la paura avevano gettato le armi, viene catturata tutta la massa dei bagagli.
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