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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 30
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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Poiché da questa fuga risultava chiaro che Drappete il Senone, il quale, non appena la Gallia si era ribellata, aveva radunato da ogni parte uomini disperati, chiamato schiavi alla libertà, accolto esuli di tutte le città e ricevuto briganti, aveva intercettato bagagli e rifornimenti dei Romani, si dirigeva verso la Provincia con non più di duemila uomini raccolti dalla fuga, e che insieme a lui Lucterio il Cadurco aveva concepito lo stesso piano, lui che, come si è narrato in un libro precedente, alla prima ribellione della Gallia aveva voluto fare un'incursione nella Provincia, il legato Caninio si affrettò con due legioni a inseguirli, perché la Provincia non fosse colpita da grande infamia per il danno o la paura causati dalle scorrerie di uomini disperati.
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