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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 31
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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Gaio Fabio, con il resto dell'esercito, si mette in marcia verso i Carnuti e le altre città, delle quali sapeva che le forze erano state stroncate in quella battaglia che aveva combattuto con Dumnaco. Non dubitava infatti che, a causa della recente disfatta, sarebbero state più remissive, ma che, concesso margine e tempo, mentre lo stesso Dumnaco le istigava, avrebbero potuto essere sollevate di nuovo. In questa circostanza, una fortuna e una rapidità straordinarie assistettero Fabio nel recupero delle città. Infatti i Carnuti, che pur vessati spesso non avevano mai fatto menzione di pace, si arrendono dando ostaggi, e le altre città poste agli estremi confini della Gallia, a contatto con l'Oceano, che si chiamano Armoricane, spinte dall'esempio dei Carnuti, all'arrivo di Fabio e delle legioni eseguono senza indugio gli ordini. Dumnaco, cacciato dal proprio territorio, errando e nascondendosi solo, fu costretto a dirigersi verso le regioni più remote della Gallia.
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