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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 33
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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Quando Gaio Caninio vi giunse rapidamente e si accorse che tutte le parti della città erano difese da rocce scoscesissime, cosicché, pur senza alcun difensore, era comunque difficile per uomini armati salirvi, e vedeva inoltre che gli abitanti avevano un ingente bagaglio che, se avessero tentato di sottrarlo con una fuga clandestina, non sarebbe potuto sfuggire non solo alla cavalleria, ma neanche alle legioni, divise le coorti in tre parti e pose tre accampamenti nel luogo più elevato. da questi cominciò a tracciare, a poco a poco e per quanto le truppe lo permettevano, un vallo intorno al perimetro della città.
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