Caricamento…
Caricamento…
latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 34
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Accortisi di ciò, gli abitanti, turbati dal tristissimo ricordo di Alesia, temevano una sorte simile a quell'assedio, e Lucterio più di tutti, che aveva provato il rischio di quella disgrazia, li avvertiva che si doveva tenere conto del grano: decisero quindi, col consenso di tutti, lasciando lì una parte delle truppe, di partire loro stessi con gli uomini in armi leggere per rifornirsi di grano. Approvato questo piano, la notte seguente, lasciati duemila armati, Drappe e Lucterio conducono fuori dalla città il resto degli uomini. Costoro, fermatisi pochi giorni, raccolgono una grande quantità di grano dal territorio dei Cadurci, i quali in parte desideravano aiutarli con le loro scorte di grano, in parte non potevano impedire che lo prendessero, e talvolta con spedizioni notturne assaltano i nostri fortini. Per questo motivo Gaio Caninio ritarda a circondare l'intera città con fortificazioni, per non rischiare di non poter difendere l'opera compiuta oppure di disporre in troppi luoghi presidi deboli.
Con l’app Versia
Inquadra qualunque testo dal libro e ottieni traduzione e analisi come questa in pochi secondi, più il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.