Caricamento…
Caricamento…
latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 39
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Là, mediante frequenti lettere di Caninio, fu informato di ciò che era accaduto riguardo a Drappete e Lucterio, e di quale proposito persistessero gli abitanti dell'oppido. E sebbene disprezzasse il loro scarso numero, riteneva tuttavia che la loro ostinazione dovesse essere punita con una grande pena, perché tutta la Gallia non pensasse che le fossero mancate le forze per resistere ai Romani, ma la fermezza, e perché con questo esempio le altre città, confidando nell'opportunità dei luoghi, non si rivendicassero in libertà, sapendo che era noto a tutti i Galli che restava una sola estate per la sua provincia, e che, se avessero potuto resistere per essa, non avrebbero più temuto alcun pericolo. Perciò lasciò il legato Quinto Caleno con le legioni, perché seguisse con marce regolari; egli stesso si affrettò con tutta la cavalleria, quanto più velocemente poteva, verso Caninio.
Con l’app Versia
Inquadra qualunque testo dal libro e ottieni traduzione e analisi come questa in pochi secondi, più il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.