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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 4
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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Cesare promette ai soldati, per una fatica e una sopportazione così grandi (essi erano rimasti con grandissimo impegno nella fatica nei giorni invernali, con marce durissime e freddi intollerabili), duecento sesterzi a testa, e ai centurioni altrettante migliaia di nummi da elargire a titolo di bottino, e, rimandate le legioni agli accampamenti invernali, egli stesso torna a Bibracte il quarantesimo giorno. Là, mentre amministrava la giustizia, i Biturigi gli inviano ambasciatori a chiedere aiuto contro i Carnuti, che si lamentavano avessero mosso guerra contro di loro. Saputo ciò, dopo essersi fermato negli accampamenti invernali non più di diciotto giorni, conduce fuori dagli accampamenti sulla Saona la quattordicesima e la sesta legione, che, come si è mostrato nel libro precedente, erano state stanziate lì per organizzare l'approvvigionamento di grano: così parte con due legioni per inseguire i Carnuti.
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