Caricamento…
Caricamento…
latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 43
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Cesare, vedendo che molti dei suoi venivano feriti, ordina alle coorti di salire sul monte da tutte le parti della città e di levare da ogni lato un clamore, fingendo di voler occupare le mura. Fatto ciò, gli assediati, atterriti, essendo in ansia per quel che accadeva nelle altre zone, richiamano gli armati dall'assalire le opere e li dispongono sulle mura. Così i nostri, finito il combattimento, spengono rapidamente in parte le opere prese dalla fiamma, in parte le tagliano via. Sebbene gli assediati resistessero ostinatamente e, pur avendo perso per la sete una gran parte dei loro, restassero fermi nel proposito, alla fine con delle gallerie le vene della sorgente furono tagliate e deviate. Fatto ciò, la sorgente perenne si prosciugò all'improvviso e portò agli assediati una tale disperazione sulla loro salvezza, che pensavano fosse avvenuto non per volontà degli uomini, ma per volere degli dèi. E così, costretti dalla necessità, si arresero.
Con l’app Versia
Inquadra qualunque testo dal libro e ottieni traduzione e analisi come questa in pochi secondi, più il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.