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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 51
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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L'arrivo di Cesare fu accolto da tutti i municipi e le colonie con onore e affetto incredibili. Infatti tornava allora per la prima volta da quella guerra di tutta la Gallia. Non si tralasciava nulla che si potesse escogitare per l'ornamento delle porte, delle strade, di tutti i luoghi per dove Cesare stava per passare. Tutta la popolazione con i figli gli andava incontro, si immolavano vittime in ogni luogo, fori e templi si riempivano di triclini imbanditi, cosicché la gioia di un trionfo quanto mai atteso poteva quasi essere anticipata. Tanta era la magnificenza tra i più ricchi, tanto il desiderio tra gli umili.
Exceptus est Caesaris adventus ab omnibus municipiis et coloniis incredibili honore atque amore. Tum primum enim veniebat ab illo universae Galliae bello. Nihil relinquebatur quod ad ornatum portarum, itinerum, locorum omnium qua Caesar iturus erat excogitari poterat. Cum liberis omnis multitudo obviam procedebat, hostiae omnibus locis immolabantur, tricliniis stratis fora templaque occupabantur, ut vel exspectatissimi triumphi laetitia praecipi posset. Tanta erat magnificentia apud opulentiores, cupiditas apud humiliores.
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