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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 53
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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Grande fu questa testimonianza dell'intero senato, e coerente con quanto avvenuto prima. Infatti l'anno precedente Marcello, attaccando la dignità di Cesare, contro la legge di Pompeo e Crasso aveva riferito prima del tempo dovuto al senato riguardo alle province di Cesare, e, espresse le opinioni, mettendo Marcello ai voti per divisione, lui che cercava per sé ogni prestigio dall'ostilità verso Cesare, il senato al gran completo passò a tutt'altro parere. Per questo non si abbattevano gli animi dei nemici di Cesare, ma venivano ammoniti a preparare necessità maggiori, con le quali il senato potesse essere costretto ad approvare ciò che essi stessi avevano stabilito.
Magnum hoc testimonium senatus erat universi conveniensque superiori facto. Nam Marcellus proximo anno, cum impugnaret Caesaris dignitatem, contra legem Pompei et Crassi rettulerat ante tempus ad senatum de Caesaris provinciis, sententiisque dictis discessionem faciente Marcello, qui sibi omnem dignitatem ex Caesaris invidia quaerebat, senatus frequens in alia omnia transiit. Quibus non frangebantur animi inimicorum Caesaris, sed admonebantur quo maiores pararent necessitates, quibus cogi posset senatus id probare, quod ipsi constituissent.
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