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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 54
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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Si fa poi un decreto del senato, che per la guerra dei Parti fosse mandata una legione da Gneo Pompeo, un'altra da Caio Cesare; e apertamente due legioni venivano tolte a uno solo. Infatti Gneo Pompeo diede quella prima legione, che aveva mandato a Cesare, arruolata dalla leva della provincia di Cesare, come se fosse del proprio contingente. Cesare tuttavia, non essendovi alcun dubbio sulla volontà dei suoi avversari, restituì la legione a Pompeo e ordinò, a proprio nome, che secondo il decreto del senato fosse consegnata la quindicesima, che aveva avuto nella Gallia citeriore. Al suo posto manda in Italia la tredicesima legione, perché presidiasse quelle guarnigioni dalle quali veniva ritirata la quindicesima. Egli stesso distribuì gli accampamenti invernali all'esercito: Caio Trebonio lo colloca con quattro legioni nel Belgio, Caio Fabio lo conduce con altrettante presso gli Edui. Riteneva infatti che così la Gallia sarebbe stata sicurissima, se i Belgi, il cui valore è massimo, e gli Edui, la cui autorità è somma, fossero tenuti a freno da eserciti. Egli stesso partì per l'Italia.
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