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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 7
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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Radunate queste truppe marcia contro i Bellovaci e, posto il campo nel loro territorio, invia squadroni di cavalieri in ogni direzione per catturare alcuni da cui potesse conoscere i piani dei nemici. I cavalieri, assolto il loro compito, riferiscono che pochi erano stati trovati nelle case, e che questi non erano rimasti per coltivare i campi (infatti si era emigrato ovunque con cura), ma erano stati lasciati per spiare. Poiché Cesare domandava loro in quale luogo si trovasse la moltitudine dei Bellovaci e quale fosse il loro piano, apprendeva che tutti i Bellovaci capaci di portare le armi si erano riuniti in un solo luogo, e così pure gli Ambiani, gli Aulerci, i Caleti, i Veliocassi, gli Atrebati; che avevano scelto per il campo un luogo elevato in un bosco circondato da una palude, e che avevano portato tutti i bagagli in boschi più remoti. che i capi promotori della guerra erano parecchi, ma che la moltitudine obbediva soprattutto a Correo, perché avevano capito che a lui era sommamente odioso il nome del popolo romano. che pochi giorni prima Commio l'Atrebate era partito da quell'accampamento per condurre aiuti dei Germani; e che di questi la vicinanza era prossima e il numero sterminato. che i Bellovaci, inoltre, avevano deciso, con il consenso di tutti i capi e con grandissimo desiderio della plebe, che se Cesare, come si diceva, fosse venuto con tre legioni, si sarebbero offerti a combattere, per non essere poi costretti a battersi con tutto l'esercito in condizione più misera e più dura; che se invece avesse condotto forze maggiori, sarebbero rimasti nel luogo che avevano scelto, e che con imboscate avrebbero impedito ai Romani il foraggiamento, che per la stagione dell'anno era tanto scarso quanto disperso, e la raccolta del grano e ogni altro rifornimento.
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