Caricamento…
Caricamento…
latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 8
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Poiché Cesare lo aveva appreso da più fonti concordi e giudicava che i piani proposti erano pieni di prudenza e ben lontani dall'avventatezza dei barbari, decise di dedicarsi a ogni mezzo, affinché il nemico, disprezzando la propria scarsità di forze, uscisse più rapidamente in campo aperto. Aveva infatti le legioni settima, ottava, nona, veterane di straordinario valore, e l'undicesima, di gioventù scelta e di grande promessa, che pur essendo già all'ottavo anno di servizio non aveva ancora ottenuto, al confronto delle altre, la stessa fama di anzianità e di valore. Convocato dunque il consiglio, esposte tutte le notizie che gli erano state riferite, incoraggia gli animi della truppa. Nel caso in cui avesse potuto attirare i nemici a battaglia mostrando un numero di tre sole legioni, dispose l'ordine di marcia in modo che la settima, l'ottava e la nona legione andassero davanti a tutti i bagagli, poi seguisse il convoglio di tutti i bagagli, che tuttavia era modesto come suole essere nelle spedizioni, e l'undicesima chiudesse la marcia, affinché ai nemici non potesse apparire un numero di forze maggiore di quanto essi stessi avevano richiesto. Con questo accorgimento, disposto l'esercito in marcia quasi a quadrato, lo conduce in vista dei nemici più rapidamente di quanto essi si aspettassero.
Con l’app Versia
Inquadra qualunque testo dal libro e ottieni traduzione e analisi come questa in pochi secondi, più il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.