Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Isocrate compone l'Encomio di Elena come esercizio retorico per dimostrare la propria arte nel lodare un personaggio controverso del mito greco. In questo passo l'autore narra come Teseo, figlio di Egeo o forse di Poseidone, rimasto folgorato dalla bellezza precoce di Elena, decida di rapirla nonostante possedesse già una patria e un regno sicuri. Il giovane la conduce con la forza ad Afidna, in Attica, sfidando il potere di Tindaro e dei fratelli di lei, Castore e Polluce.
Testo greco e traduzione italiana
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Πρωτονper primoμεν(particella)Θησευς,Teseoοcheλεγομενοςsi dicevaμενda un latoΑιγεωςdi Egeoγενομενοςnatoδ'maεκdaΠοσειδωνος,Poseidoneιδωνavendo vistoαυτηνleiουπωnon ancoraμενda un latoακμαζουσαν,nel fiore dell'etàηδηgiàδεmaτωνdelleαλλωνaltreδιαψερουσαν,che eccellevaτοσουτονtantoηττηθηfu vintoτουdallaκαλλους,bellezzaοlui cheκρατεινdominareτωνdegliαλλωνaltriειθισμενος,abituatoωσθ'sicchéυπαρχουσηςpur avendoαυτwa luiκαιsiaπατριδοςpatriaμεγιστηςgrandissimaκαιsiaβασιλειαςregnoασφαλεστατης,sicurissimoηγησαμενοςavendo ritenutoουκnonαξιονdegnoειναιessereζηνvivereεπιin mezzo aτοιςiπαρουσινpresentiαγαθοιςbeniανευsenzaτηςlaπροςconεκεινηνleiοικειοτητας,intimitàεπειδηpoichéπαραda parte diτωνiκυριωνtutori legittimiουχnonοιοςcapaceτ'(rafforzativo)ηνeraαυτηνleiλαβειν,prendereαλλ'maεπεμενανaspettavanoτην(la)τεeτηςdellaπαιδοςfanciullaηλικιανetàκαιeτον(il)χρησμονoracoloτονilπαραda parte diτηςlaΠυθιας,Piziaυπεριδωνdisprezzandoτηνilαρχηνpotereτην(quello)Τυνδαρεωdi TindaroκαιeκαταfρονησαςsprezzandoτηςlaρωμηςforzaτηςdiΚαστοροςCastoreκαιeΠολυδευκουςPolluceκαιeπαντωνdi tuttiτωνiενinΛακεδαιμονιSpartaδεινωνpericoliολιγωρησας,non curandosiβιαcon la forzaλαβωνavendo presoαυτηνleiειςaΑφιδνανAfidnaτηςdell'ΑττικηςAtticaκατεθετο.depositò
Traduzione in italiano
Innanzitutto Teseo, che si diceva figlio di Egeo ma in realtà nato da Poseidone, vedendola non ancora nel fiore degli anni ma già superiore alle altre, fu tanto vinto dalla sua bellezza, lui che era abituato a dominare sugli altri, che, pur avendo egli una patria grandissima e un regno sicurissimo, ritenendo di non essere degno di vivere in mezzo ai beni presenti senza l'intimità con lei, poiché non era in grado di ottenerla dai suoi tutori legittimi, ma questi aspettavano sia l'età della fanciulla sia l'oracolo della Pizia, disprezzando il potere di Tindaro e sprezzando la forza di Castore e Polluce e non curandosi di tutti i pericoli che vi erano a Sparta, presala con la forza la condusse ad Afidna, nell'Attica.
Testo greco integrale
Πρωτον μεν Θησευς, ο λεγομενος μεν Αιγεως γενομενος…
Πρωτον μεν Θησευς, ο λεγομενος μεν Αιγεως γενομενος δ' εκ Ποσειδωνος, ιδων αυτην ουπω μεν ακμαζουσαν, ηδη δε των αλλων διαψερουσαν, τοσουτον ηττηθη του καλλους, ο κρατειν των αλλων ειθισμενος, ωσθ' υπαρχουσης αυτw και πατριδος μεγιστης και βασιλειας ασφαλεστατης, ηγησαμενος ουκ αξιον ειναι ζην επι τοις παρουσιν αγαθοις ανευ της προς εκεινην οικειοτητας, επειδη παρα των κυριων ουχ οιος τ' ην αυτην λαβειν, αλλ' επεμεναν την τε της παιδος ηλικιαν και τον χρησμον τον παρα της Πυθιας, υπεριδων την αρχην την Τυνδαρεω και καταfρονησας της ρωμης της Καστορος και Πολυδευκους και παντων των εν Λακεδαιμονι δεινων ολιγωρησας, βια λαβων αυτην εις Αφιδναν της Αττικης κατεθετο.
Costrutti e analisi del periodo
Il costrutto di questa versione, ognuno dentro la frase in cui compare, con la resa in italiano e la spiegazione.
Genitivo assoluto
Πρωτον μεν Θησευς, ο λεγομενος μεν Αιγεως γενομενος δ' εκ Ποσειδωνος, ιδων αυτην ουπω μεν ακμαζουσαν, ηδη δε των αλλων διαψερουσαν, τοσουτον ηττηθη του καλλους, ο κρατειν των αλλων ειθισμενος, ωσθ' υπαρχουσης αυτw και πατριδος μεγιστης και βασιλειας ασφαλεστατης, ηγησαμενος ουκ αξιον ειναι ζην επι τοις παρουσιν αγαθοις ανευ της προς εκεινην οικειοτητας, επειδη παρα των κυριων ουχ οιος τ' ην αυτην λαβειν, αλλ' επεμεναν την τε της παιδος ηλικιαν και τον χρησμον τον παρα της Πυθιας, υπεριδων την αρχην την Τυνδαρεω και καταfρονησας της ρωμης της Καστορος και Πολυδευκους και παντων των εν Λακεδαιμονι δεινων ολιγωρησας, βια λαβων αυτην εις Αφιδναν της Αττικης κατεθετο.
Innanzitutto Teseo, che si diceva figlio di Egeo ma in realtà nato da Poseidone, vedendola non ancora nel fiore degli anni ma già superiore alle altre, fu tanto vinto dalla sua bellezza, lui che era abituato a dominare sugli altri, che, pur avendo egli una patria grandissima e un regno sicurissimo, ritenendo di non essere degno di vivere in mezzo ai beni presenti senza l'intimità con lei, poiché non era in grado di ottenerla dai suoi tutori legittimi, ma questi aspettavano sia l'età della fanciulla sia l'oracolo della Pizia, disprezzando il potere di Tindaro e sprezzando la forza di Castore e Polluce e non curandosi di tutti i pericoli che vi erano a Sparta, presala con la forza la condusse ad Afidna, nell'Attica.
υπαρχουσης αυτw vale «pur avendo egli». ὡσθ' ὑπαρχούσης αὐτῷ... regge un genitivo assoluto concessivo: sebbene Teseo avesse una patria grandissima e un regno sicurissimo, decise comunque di rapire Elena.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Analisi parola per parola
Le frasi della versione una per una, numerate. Tocca una parola per lemma, paradigma, analisi morfologica, funzione sintattica e significati.
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Innanzitutto Teseo, che si diceva figlio di Egeo ma in realtà nato da Poseidone, vedendola non ancora nel fiore degli anni ma già superiore alle altre, fu tanto vinto dalla sua bellezza, lui che era abituato a dominare sugli altri, che, pur avendo egli una patria grandissima e un regno sicurissimo, ritenendo di non essere degno di vivere in mezzo ai beni presenti senza l'intimità con lei, poiché non era in grado di ottenerla dai suoi tutori legittimi, ma questi aspettavano sia l'età della fanciulla sia l'oracolo della Pizia, disprezzando il potere di Tindaro e sprezzando la forza di Castore e Polluce e non curandosi di tutti i pericoli che vi erano a Sparta, presala con la forza la condusse ad Afidna, nell'Attica.
Le parole sottolineate si aprono: toccane una.
Πρωτον (πρῶτος, -η, -ον)avverbio, avverbio di ordine/tempo: «per primo; in primo luogo».
μενcongiunzione, particella correlativa (con δε): «(particella non traducibile isolatamente); da un lato».
I 83 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
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την×3
(la)
αλλων×2
altre
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da un lato
ο×2
che
παρα×2
da parte di
τον×2
(il)
αγαθοις
beni
Αιγεως
di Egeo
ακμαζουσαν
nel fiore dell'età
αλλ'
ma
ανευ
senza
αξιον
degno
αρχην
potere
ασφαλεστατης
sicurissimo
Αττικης
Attica
αυτw
a lui
Αφιδναν
Afidna
βασιλειας
regno
βια
con la forza
γενομενος
nato
δ'
ma
δε
ma
δεινων
pericoli
διαψερουσαν
che eccelleva
ειθισμενος
abituato
ειναι
essere
εις
a
εκ
da
εκεινην
lei
εν
in
επειδη
poiché
επεμεναν
aspettavano
επι
in mezzo a
ζην
vivere
ηγησαμενος
avendo ritenuto
ηδη
già
ηλικιαν
età
ην
era
ηττηθη
fu vinto
ΘησεύςΘησεύς, -έως, ὁ
Teseo
ιδων
avendo visto
καλλους
bellezza
Καστορος
Castore
καταfρονησας
sprezzando
κατεθετο
depositò
κρατειν
dominare
κυριων
tutori legittimi
λαβειν
prendere
λαβων
avendo preso
Λακεδαιμονι
Sparta
λεγομενος
si diceva
μεγιστης
grandissima
μέν
(particella non traducibile isolatamente)
οικειοτητας
intimità
οιος
capace
ολιγωρησας
non curandosi
ουκ
non
ουπω
non ancora
ουχ
non
παιδος
fanciulla
παντων
di tutti
παρουσιν
presenti
πατριδος
patria
Πολυδευκους
Polluce
Ποσειδωνος
Poseidone
προς
con
πρῶτοςπρῶτος, -η, -ον
per primo
Πυθιας
Pizia
ρωμης
forza
τ'
(rafforzativo)
τε
e
τοις
i
τοσουτον
tanto
του
dalla
Τυνδαρεω
di Tindaro
υπαρχουσης
pur avendo
υπεριδων
disprezzando
χρησμον
oracolo
ωσθ'
sicché
Domande frequenti su questa versione
Come si traduce «Πρωτον μεν Θησευς»?
Si traduce «Innanzitutto Teseo», l'espressione con cui Isocrate apre, nell'Encomio di Elena, il racconto del primo dei numerosi episodi in cui la bellezza della donna sconvolge la vita di un eroe.
Perché Teseo rapisce Elena in questo passo dell'Encomio?
Secondo Isocrate, Teseo, pur avendo già una patria grandissima e un regno sicurissimo, resta talmente vinto dalla bellezza precoce di Elena da ritenere non degna di essere vissuta una vita priva della sua compagnia, e per questo la rapisce con la forza.
Dove Teseo conduce Elena dopo il rapimento?
Teseo conduce Elena con la forza ad Afidna, una località dell'Attica, sfidando il potere del padre di lei Tindaro e la forza dei fratelli Castore e Polluce.
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