Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Marziale è il maggiore epigrammista latino del I secolo d.C., autore di dodici libri di Epigrammata che ritraggono con arguzia la vita quotidiana romana. In questo componimento, indirizzato all'amico Sparso, il poeta descrive con vivacità i rumori assordanti che affliggono chi, come lui, vive in una casa popolare di Roma. Contrapponendo la propria condizione al lusso silenzioso della villa dell'amico, Marziale spiega perché sia costretto a rifugiarsi spesso nella quiete della campagna di Nomento.
Testo latino e traduzione italiana
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Curperchésaepespessosicciaridaparvapiccolirurai campiNomentidi NomentoLaremquee il Larevillaedella villasordidummodestopetam,cercarequaeris?chiedereNecnécogitandi,pensareSparse,SparsonecnéquiescendiriposareIninurbecittàlocusluogoestessercipauperi.per il poveroNegantnegarevitamla vitaLudidella scuolamagistrii maestrimane,al mattinonoctedi nottepistores,i fornai5Aerariorumdei ramaimarculii martellidieil giornototo;tuttoHincdi quaotiosusoziososordidamsudicioquatitscuoteremensamil bancoNeroniananeroniananummulariusil cambiavalutemassa,con un lingottoIllincdi làbalucisdi polvere d'oromalleatoril battitoreHispanaespagnolaTritumconsumatanitentilucentefustecon il maglioverberatpercuoteresaxum;la pietra10Necnéturbala follacessatcessareentheataindemoniataBellonae,di BellonaNecnéfasciatofasciatonaufragusil naufragoloquaxciarlierotrunco,col monconeAdamatrela madredoctusammaestratonecnérogaremendicareIudaeus,l'ebreoNecnésulphurataesulfurealippuscisposoinstitoril venditoremercis.di merceNumerarecontarepigripigrodamnai danniquischipotestpoteresomni?del sonno15Dicetdirequotquantiaerai bronziverberentpercuoteremanusle maniurbis,della cittàCumquandosectacolpitaColchocolchicaLunala lunavapulatessere percossarhombo.dalla ruota magicaTu,tuSparse,Sparsonescisnon sapereista,queste cosenecnépotespoterescire,saperePetilianisdi Petiliodelicatusviziatoininregnis,nei possedimentiCuila cuiplanapianeggiantesummosle cimedespicitdominare dall'altodomusla casamontis,dei monti20Eterusla campagnaininurbecittàestc'èvinitorquee il vignaioloRomanusromanoNecnoninsuFalernodel Falernocollesul collemaiormaggioreautumnus,la vendemmiaIntraquee entrolimenla soglialatusampioessedoper il carrocursus,il percorsoEteininprofundoprofondosomnus,il sonnoetequiesla quietenullisda nessunaOffensaturbatalinguis,vocenecnédiesil giornonisise nonadmissus.ammesso25Nosnoitranseuntische passarisusil risoexcitatsvegliareturbae,della folla26Eteadpressocubilestil lettoRoma.RomaTaedioper la noiafessisstanchiDormiredormirequotiensogni volta chelibuit,piacereimusandareadversovillam.la villa28
Traduzione in italiano
Mi chiedi perché spesso io cerchi i piccoli campi dell'arida Nomento e il modesto Lare della mia villa? Per il povero, Sparso, in città non c'è luogo né per pensare né per riposare. I maestri di scuola al mattino, i fornai di notte, i martelli dei ramai per tutto il giorno negano la vita. Di qua un cambiavalute ozioso batte il suo sudicio banco con un lingotto di metallo neroniano, di là un battitore di polvere d'oro spagnola percuote con un lucente maglio la pietra consumata. Non si ferma la folla indemoniata di Bellona, né il naufrago ciarliero col moncone fasciato, né l'ebreo ammaestrato dalla madre a mendicare, né il cisposo venditore di merce sulfurea. Chi può contare i danni del sonno pigro? Esso dirà quanti bronzi percuotano le mani della città, quando la luna, colpita dalla ruota magica colchica, viene percossa. Tu, Sparso, non sai queste cose, né puoi conoscerle, tu viziato nei possedimenti di Petilio, la cui casa pianeggiante domina dall'alto le cime dei monti, e c'è campagna in città, e il vignaiolo romano non ha vendemmia maggiore di quella sul colle Falerno, e entro la soglia c'è ampio spazio per la corsa del carro, e il sonno è profondo, e la quiete non è turbata da alcuna voce, né il giorno entra se non è ammesso. Noi siamo svegliati dal riso della folla che passa, e Roma è accanto al nostro letto. Ogni volta che, stanchi per la noia, ci è piaciuto dormire, andiamo in villa.
Testo latino integrale
Cur saepe sicci parva rura Nomenti Laremque villae…
Cur saepe sicci parva rura Nomenti Laremque villae sordidum petam, quaeris? Nec cogitandi, Sparse, nec quiescendi In urbe locus est pauperi. Negant vitam Ludi magistri mane, nocte pistores, 5 Aerariorum marculi die toto; Hinc otiosus sordidam quatit mensam Neroniana nummularius massa, Illinc balucis malleator Hispanae Tritum nitenti fuste verberat saxum; 10 Nec turba cessat entheata Bellonae, Nec fasciato naufragus loquax trunco, A matre doctus nec rogare Iudaeus, Nec sulphuratae lippus institor mercis. Numerare pigri damna quis potest somni? 15 Dicet quot aera verberent manus urbis, Cum secta Colcho Luna vapulat rhombo. Tu, Sparse, nescis ista, nec potes scire, Petilianis delicatus in regnis, Cui plana summos despicit domus montis, 20 Et rus in urbe est vinitorque Romanus Nec in Falerno colle maior autumnus, Intraque limen latus essedo cursus, Et in profundo somnus, et quies nullis Offensa linguis, nec dies nisi admissus. 25 Nos transeuntis risus excitat turbae, 26 Et ad cubilest Roma. Taedio fessis Dormire quotiens libuit, imus ad villam. 28
Costrutti e analisi del periodo
I 7 costrutti di questa versione, ognuno dentro la frase in cui compare, con la resa in italiano e la spiegazione.
Interrogativa indiretta
Cur saepe sicci parva rura Nomenti Laremque villae sordidum petam, quaeris?
Mi chiedi perché spesso io cerchi i piccoli campi dell'arida Nomento e il modesto Lare della mia villa?
Cur … petam vale «perché io cerchi». «Cur...petam» dipende da «quaeris» ed è al congiuntivo perché introduce una domanda indiretta.
Di qua un cambiavalute ozioso batte il suo sudicio banco con un lingotto di metallo neroniano, di là un battitore di polvere d'oro spagnola percuote con un lucente maglio la pietra consumata.
«Hinc» e «illinc» introducono due quadri simmetrici e contrapposti: il cambiavalute da un lato, il battitore d'oro dall'altro.
Anafora di nec
Nec turba cessat entheata Bellonae, Nec fasciato naufragus loquax trunco, A matre doctus nec rogare Iudaeus, Nec sulphuratae lippus institor mercis.
Non si ferma la folla indemoniata di Bellona, né il naufrago ciarliero col moncone fasciato, né l'ebreo ammaestrato dalla madre a mendicare, né il cisposo venditore di merce sulfurea.
La ripetizione di «nec» scandisce l'elenco crescente dei disturbatori della quiete cittadina.
Subordinata temporale con cum
Dicet quot aera verberent manus urbis, Cum secta Colcho Luna vapulat rhombo.
Esso dirà quanti bronzi percuotano le mani della città, quando la luna, colpita dalla ruota magica colchica, viene percossa.
«Cum...vapulat» è una temporale con l'indicativo che allude alla credenza secondo cui il fragore dei bronzi soccorresse la luna durante un'eclissi.
Tu, Sparse, nescis ista, nec potes scire, Petilianis delicatus in regnis, Cui plana summos despicit domus montis, 20 Et rus in urbe est vinitorque Romanus Nec in Falerno colle maior autumnus, Intraque limen latus essedo cursus, Et in profundo somnus, et quies nullis Offensa linguis, nec dies nisi admissus. 25
Tu, Sparso, non sai queste cose, né puoi conoscerle, tu viziato nei possedimenti di Petilio, la cui casa pianeggiante domina dall'alto le cime dei monti, e c'è campagna in città, e il vignaiolo romano non ha vendemmia maggiore di quella sul colle Falerno, e entro la soglia c'è ampio spazio per la corsa del carro, e il sonno è profondo, e la quiete non è turbata da alcuna voce, né il giorno entra se non è ammesso.
«Cui...cursus» è un'ampia relativa che descrive nel dettaglio i privilegi della villa di Sparso, con «est» sottinteso nelle clausole successive.
Nos transeuntis risus excitat turbae, 26 Et ad cubilest Roma.
Noi siamo svegliati dal riso della folla che passa, e Roma è accanto al nostro letto.
«transeuntis», concordato con «turbae», equivale a una relativa: della folla che passa.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Analisi parola per parola
Le frasi della versione una per una, numerate. Tocca una parola per lemma, paradigma, analisi morfologica, funzione sintattica e significati.
1
Mi chiedi perché spesso io cerchi i piccoli campi dell'arida Nomento e il modesto Lare della mia villa?
Le parole sottolineate si aprono: toccane una.
Curavverbio, avverbio interrogativo che apre la domanda retorica: «perché».
saepeavverbio, avverbio di frequenza che modifica petam: «spesso; frequentemente».
sicci (siccus, -a, -um)aggettivo, genitivo neutro singolare, 2ª declinazione, attributo di nomenti: «arido; secco».
parvaaggettivo.
rurasostantivo.
Nomentisostantivo.
Laremquesostantivo.
villaesostantivo.
sordidumaggettivo.
petamverbo.
quaerisverbo.
2
Per il povero, Sparso, in città non c'è luogo né per pensare né per riposare.
Neccongiunzione.
cogitandiverbo.
Sparsesostantivo.
neccongiunzione.
quiescendiverbo.
Inpreposizione.
urbesostantivo.
locussostantivo.
estverbo.
pauperisostantivo.
3
I maestri di scuola al mattino, i fornai di notte, i martelli dei ramai per tutto il giorno negano la vita.
Negantverbo.
vitamsostantivo.
Ludisostantivo.
magistrisostantivo.
maneavverbio.
noctesostantivo.
pistoressostantivo.
5avverbio.
Aerariorumsostantivo.
marculisostantivo.
diesostantivo.
totoaggettivo.
4
Di qua un cambiavalute ozioso batte il suo sudicio banco con un lingotto di metallo neroniano, di là un battitore di polvere d'oro spagnola percuote con un lucente maglio la pietra consumata.
Hincavverbio.
otiosusaggettivo.
sordidamaggettivo.
quatitverbo.
mensamsostantivo.
Neronianaaggettivo.
nummulariussostantivo.
massasostantivo.
Illincavverbio.
balucissostantivo.
malleatorsostantivo.
Hispanaeaggettivo.
Tritumparticipio.
nitentiaggettivo.
fustesostantivo.
verberatverbo.
saxumsostantivo.
10avverbio.
5
Non si ferma la folla indemoniata di Bellona, né il naufrago ciarliero col moncone fasciato, né l'ebreo ammaestrato dalla madre a mendicare, né il cisposo venditore di merce sulfurea.
Neccongiunzione.
turbasostantivo.
cessatverbo.
entheataaggettivo.
Bellonaesostantivo.
Neccongiunzione.
fasciatoparticipio.
naufragussostantivo.
loquaxaggettivo.
truncosostantivo.
Apreposizione.
matresostantivo.
doctusparticipio.
neccongiunzione.
rogareverbo.
Iudaeussostantivo.
Neccongiunzione.
sulphurataeaggettivo.
lippusaggettivo.
institorsostantivo.
mercissostantivo.
6
Chi può contare i danni del sonno pigro?
Numerareverbo.
pigriaggettivo.
damnasostantivo.
quispronome.
potestverbo.
somnisostantivo.
15avverbio.
7
Esso dirà quanti bronzi percuotano le mani della città, quando la luna, colpita dalla ruota magica colchica, viene percossa.
Dicetverbo.
quotaggettivo.
aerasostantivo.
verberentverbo.
manussostantivo.
urbissostantivo.
Cumcongiunzione.
sectaparticipio.
Colchoaggettivo.
Lunasostantivo.
vapulatverbo.
rhombosostantivo.
8
Tu, Sparso, non sai queste cose, né puoi conoscerle, tu viziato nei possedimenti di Petilio, la cui casa pianeggiante domina dall'alto le cime dei monti, e c'è campagna in città, e il vignaiolo romano non ha vendemmia maggiore di quella sul colle Falerno, e entro la soglia c'è ampio spazio per la corsa del carro, e il sonno è profondo, e la quiete non è turbata da alcuna voce, né il giorno entra se non è ammesso.
Tupronome.
Sparsesostantivo.
nescisverbo.
istapronome.
neccongiunzione.
potesverbo.
scireverbo.
Petilianisaggettivo.
delicatusaggettivo.
inpreposizione.
regnissostantivo.
Cuipronome.
planaaggettivo.
summosaggettivo.
despicitverbo.
domussostantivo.
montissostantivo.
20avverbio.
Etcongiunzione.
russostantivo.
inpreposizione.
urbesostantivo.
estverbo.
vinitorquesostantivo.
Romanusaggettivo.
Neccongiunzione.
inpreposizione.
Falernoaggettivo.
collesostantivo.
maioraggettivo.
autumnussostantivo.
Intraquepreposizione.
limensostantivo.
latusaggettivo.
essedosostantivo.
cursussostantivo.
Etcongiunzione.
inpreposizione.
profundoaggettivo.
somnussostantivo.
etcongiunzione.
quiessostantivo.
nullisaggettivo.
Offensaparticipio.
linguissostantivo.
neccongiunzione.
diessostantivo.
nisicongiunzione.
admissusparticipio.
25avverbio.
9
Noi siamo svegliati dal riso della folla che passa, e Roma è accanto al nostro letto.
Nospronome.
transeuntisparticipio.
risussostantivo.
excitatverbo.
turbaesostantivo.
26avverbio.
Etcongiunzione.
adpreposizione.
cubilestsostantivo.
Romasostantivo.
10
Ogni volta che, stanchi per la noia, ci è piaciuto dormire, andiamo in villa.
Taediosostantivo.
fessisaggettivo.
Dormireverbo.
quotienscongiunzione.
libuitverbo.
imusverbo.
adpreposizione.
villamsostantivo.
28avverbio.
Glossario e paradigmi
I 141 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Quiz flashcard
Ogni parola compare nella sua frase: leggi il contesto e scegli la traduzione giusta. Lemmi presi dai più frequenti di questa versione, 141 in tutto. Si fa via via più tosto, e hai 20s a domanda.
Puoi uscire quando vuoi.
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Nec×9
né
In×5
in
Et×4
e
ad×2
presso
est×2
esserci
Sparse×2
Sparso
urbe×2
città
10
15
20
25
26
28
5
A
da
admissus
ammesso
aera
i bronzi
Aerariorum
dei ramai
autumnus
la vendemmia
balucis
di polvere d'oro
Bellonae
di Bellona
cessat
cessare
cogitandi
pensare
Colcho
colchica
colle
sul colle
cubilest
il letto
Cui
la cui
Cum
quando
cur
perché
cursus
il percorso
damna
i danni
delicatus
viziato
despicit
dominare dall'alto
Dicet
dire
die
il giorno
dies
il giorno
doctus
ammaestrato
domus
la casa
Dormire
dormire
entheata
indemoniata
essedo
per il carro
excitat
svegliare
Falerno
del Falerno
fasciato
fasciato
fessis
stanchi
fuste
con il maglio
Hinc
di qua
Hispanae
spagnola
Illinc
di là
imus
andare
institor
il venditore
Intraque
e entro
ista
queste cose
Iudaeus
l'ebreo
Laremque
e il Lare
latus
ampio
libuit
piacere
limen
la soglia
linguis
voce
lippus
cisposo
locus
luogo
loquax
ciarliero
Ludi
della scuola
Luna
la luna
magistri
i maestri
maior
maggiore
malleator
il battitore
mane
al mattino
manus
le mani
marculi
i martelli
massa
con un lingotto
matre
la madre
mensam
il banco
mercis
di merce
montis
dei monti
naufragus
il naufrago
Negant
negare
Neroniana
neroniana
nescis
non sapere
nisi
se non
nitenti
lucente
nocte
di notte
Nomenti
di Nomento
Nos
noi
nullis
da nessuna
Numerare
contare
nummularius
il cambiavalute
Offensa
turbata
otiosus
ozioso
parva
piccoli
pauperi
per il povero
petam
cercare
Petilianis
di Petilio
pigri
pigro
pistores
i fornai
plana
pianeggiante
potes
potere
potest
potere
profundo
profondo
quaeris
chiedere
quatit
scuotere
quies
la quiete
quiescendi
riposare
quis
chi
quot
quanti
quotiens
ogni volta che
regnis
nei possedimenti
rhombo
dalla ruota magica
risus
il riso
rogare
mendicare
Roma
Roma
Romanus
romano
rura
i campi
rus
la campagna
saepe
spesso
saxum
la pietra
scire
sapere
secta
colpita
siccus, -a, -umsiccus, -a, -um
arido
somni
del sonno
somnus
il sonno
sordidam
sudicio
sordidum
modesto
sulphuratae
sulfurea
summos
le cime
Taedio
per la noia
toto
tutto
transeuntis
che passa
Tritum
consumata
trunco
col moncone
Tu
tu
turba
la folla
turbae
della folla
urbis
della città
vapulat
essere percossa
verberat
percuotere
verberent
percuotere
villae
della villa
villam
la villa
vinitorque
e il vignaiolo
vitam
la vita
Domande frequenti su questa versione
Come si traduce «Cur saepe sicci parva rura Nomenti... petam, quaeris?»?
Marziale apre l'epigramma chiedendo retoricamente all'amico Sparso perché egli cerchi spesso rifugio nei modesti campi di Nomento: la risposta, che occupa l'intero componimento, è il chiasso insopportabile di Roma.
Perché Marziale non riesce a dormire a Roma?
Nell'epigramma 12, 57 Marziale elenca i rumori continui della città: i maestri di scuola al mattino, i fornai di notte, i martelli dei ramai tutto il giorno, cambiavalute, artigiani, mendicanti e venditori ambulanti, che rendono impossibile riposare.
Chi è Sparso nell'epigramma di Marziale?
Sparso è l'amico a cui Marziale indirizza il componimento: possiede una lussuosa villa silenziosa a Roma, tanto ampia da sembrare campagna in città, e per questo non può capire i disagi del poeta, costretto a fuggire a Nomento per trovare pace.
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