Caricamento…
Caricamento…
greco · Platone
Platone · Simposio (173a)
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il Simposio è il dialogo in cui Platone racconta l'elogio dell'amore pronunciato a un banchetto in casa del poeta Agatone. In questo passo iniziale, il narratore Apollodoro spiega a un compagno di aver appreso quei discorsi non direttamente da Socrate, ma dal racconto di un certo Aristodemo, ammiratore del filosofo presente quella sera.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
«No, per Zeus,» dissi io, «ma come a Fenice.» C'era un certo Aristodemo, di Cidateneo, piccolo, sempre scalzo. Ed egli era stato presente al simposio, essendo un ammiratore di Socrate tra i più ferventi di allora, a quanto mi sembra. Tuttavia, avevo già interrogato Socrate su alcune cose che avevo sentito da quello (Aristodemo), ed egli mi aveva confermato che era proprio come quello raccontava. «Perché dunque,» disse, «non me lo racconterai? Del resto, la strada verso la città è adatta a coloro che camminano sia per parlare sia per ascoltare.»
Con l’app Versia
Inquadra qualunque testo dal libro e ottieni traduzione e analisi come questa in pochi secondi, più il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.
I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
μὰ τὸν Δία
→ per Zeus
Costruzione tipica per esprimere un giuramento o un'invocazione, dove μὰ è seguito dall'accusativo della divinità o dell'oggetto invocato. In questo caso, si giura 'per Zeus'.
Compare nel periodo 1.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
ἦν δ' ἐγώ
→ dissi io
L'imperfetto del verbo εἰμί (essere), ἦν, è spesso usato in espressioni parentetiche con il significato di 'disse', 'rispose', specialmente in contesti dialogici, per indicare chi sta parlando.
Compare nel periodo 1.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Ἀριστόδημος ἦν τις, Κυδαθηναιεύς, σμικρός, ἀνυπόδητος
→ Aristodemo era un certo, di Cidateneo, piccolo, scalzo
Il verbo 'essere' (ἦν) regge un doppio nominativo: il soggetto (Ἀριστόδημος) e una serie di predicativi del soggetto (τις, Κυδαθηναιεύς, σμικρός, ἀνυπόδητος) che ne descrivono le qualità o l'identità.
Compare nel periodo 2.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Σωκράτους ἐραστὴς ὢν ἐν τοῖς μάλιστα τῶν τότε
→ essendo un ammiratore di Socrate tra i più ferventi di allora
Il participio presente "ὢν" (da εἰμί) è al nominativo maschile singolare e si riferisce al soggetto sottinteso di "παρεγενόνει". Ha valore causale o temporale e regge il predicativo del soggetto "ἐραστής".
Compare nel periodo 3.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
ὡς ἐμοὶ δοκεῖ
→ a quanto mi sembra
La congiunzione "ὡς" introduce una proposizione che esprime una limitazione o un'opinione, spesso con verbi impersonali come "δοκεῖ" (sembra). Il dativo "ἐμοὶ" indica la persona a cui sembra.
Compare nel periodo 3.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
ἐν τοῖς μάλιστα τῶν τότε
→ tra i più ferventi di allora
L'avverbio di grado superlativo "μάλιστα" è sostantivato dall'articolo "τοῖς" e seguito da un genitivo partitivo "τῶν τότε" (quelli di allora), per indicare 'tra i più' o 'tra quelli che più'.
Compare nel periodo 3.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
οὐ μέντοι ἀλλὰ
→ tuttavia
La combinazione di οὐ μέντοι ἀλλὰ serve a introdurre una forte avversativa, traducibile con 'tuttavia', 'eppure'.
Compare nel periodo 4.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
ὧν ἐκείνου ἤκουσα
→ su alcune cose che avevo sentito da quello
Il pronome relativo ὧν è al genitivo plurale neutro, concordando con ἔνια, ed è retto dal verbo ἀκούω che regge il genitivo della cosa ascoltata ('sentire di/su').
Compare nel periodo 4.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
πορευομένοις
→ a coloro che camminano
Il participio 'πορευομένοις' è usato come sostantivo, al dativo plurale, e significa 'a coloro che camminano'. Dipende dall'aggettivo 'ἐπιτηδεία'.
Compare nel periodo 6.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
λέγειν καὶ ἀκούειν
→ sia per parlare sia per ascoltare
Gli infiniti 'λέγειν' e 'ἀκούειν' esprimono lo scopo o la finalità ('per parlare', 'per ascoltare') e dipendono dall'aggettivo 'ἐπιτηδεία'.
Compare nel periodo 6.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
καὶ λέγειν καὶ ἀκούειν
→ sia per parlare sia per ascoltare
La ripetizione della congiunzione 'καὶ' ('sia... sia...') serve a coordinare due elementi (in questo caso due infiniti) con un valore distributivo o enfatico.
Compare nel periodo 6.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
"Οὐ μὰ τὸν Δία," ἦν δ' ἐγώ, "ἀλλ' ὥσπερ Φοίνικι. Ἀριστόδημος ἦν τις, Κυδαθηναιεύς, σμικρός, ἀνυπόδητος ἀεί· παρεγενόνει δ' ἐν τῇ συνουσίᾳ, Σωκράτους ἐραστὴς ὢν ἐν τοῖς μάλιστα τῶν τότε, ὡς ἐμοὶ δοκεῖ. οὐ μέντοι ἀλλὰ καὶ Σωκράτη γε ἔνια ἤδη ἀνηρόμην ὧν ἐκείνου ἤκουσα, καί μοι ὡμολόγει καθάπερ ἐκεῖνος διηγεῖτο." "Τί οὖν," ἔφη, "οὐ διηγήσω μοι; πάντως δὲ ἡ ὁδὸς ἡ εἰς ἄστυ ἐπιτηδεία πορευομένοις καὶ λέγειν καὶ ἀκούειν."
«No, per Zeus,» dissi io, «ma come a Fenice.»
C'era un certo Aristodemo, di Cidateneo, piccolo, sempre scalzo.
Ed egli era stato presente al simposio, essendo un ammiratore di Socrate tra i più ferventi di allora, a quanto mi sembra.
Tuttavia, avevo già interrogato Socrate su alcune cose che avevo sentito da quello (Aristodemo), ed egli mi aveva confermato che era proprio come quello raccontava.
«Perché dunque,» disse, «non me lo racconterai?»
Del resto, la strada verso la città è adatta a coloro che camminano sia per parlare sia per ascoltare.»
49 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.