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Allos Idem · Vol. unico · pag. 624 · versione T263
Tacito · Annales
Versione d’autore: Tacito, Annales
Publio Cornelio Tacito (56 circa–120 d.C.) è il massimo storiografo latino dell'età imperiale, noto per la sua prosa densa e la lucidità con cui analizza i meccanismi del potere. Gli Annales narrano la storia di Roma dalla morte di Augusto a quella di Nerone. In questo brano Tacito descrive come Ottaviano, eliminati tutti i rivali, abbandonò il nome di triumviro e, fingendosi semplice console e tribuno, attrasse a sé soldati, popolo e nobiltà, accentrando su di sé ogni prerogativa senza incontrare resistenza.
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Dopo che Bruto e Cassio furono uccisi e non vi erano più eserciti dello Stato, dopo che Pompeo fu schiacciato presso la Sicilia e Lepido fu spogliato del potere e Antonio fu ucciso, nemmeno nel partito dei Giuliani restava altro capo che Cesare: deposto il titolo di triumviro, presentandosi come console e accontentandosi del diritto tribunizio per proteggere la plebe, quando ebbe sedotto i soldati con doni, il popolo con l'annona, tutti con il fascino della quiete, cominciò a crescere gradualmente, ad attrarre a sé le funzioni del senato, dei magistrati e delle leggi, senza che nessuno si opponesse, poiché i più fieri erano caduti in battaglia o per proscrizione, mentre gli altri nobili, quanto più ciascuno era pronto alla servitù, tanto più venivano innalzati con ricchezze e onori e, arricchiti dalla nuova situazione, preferivano le cose sicure e presenti a quelle vecchie e pericolose. Né le province rifiutavano quella situazione, essendo il dominio del senato e del popolo reso sospetto dalle lotte tra i potenti e dall'avidità dei magistrati, e l'aiuto delle leggi essendo debole, poiché venivano sconvolte dalla violenza, dall'intrigo e infine dal denaro.
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Bruto … Cassio caesis
→ dopo che Bruto e Cassio furono uccisi
«Bruto et Cassio caesis» è un ablativo assoluto con participio perfetto passivo: il nome al caso ablativo (Bruto, Cassio) è unito al participio «caesis» e traduce una temporale/causale subordinata («dopo che furono uccisi»).
Compare nel periodo 1.
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suspecto … imperio … invalido … auxilio
→ essendo il dominio sospetto, essendo l'aiuto delle leggi debole
«suspecto… imperio» e «invalido… auxilio» sono due ablativi assoluti coordinati che esprimono la causa per cui le province non rifiutavano il nuovo ordine: il primo con participio aggettivale, il secondo con aggettivo predicativo.
Compare nel periodo 2.
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Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Postquam Bruto et Cassio caesis nulla iam publica arma, Pompeius apud Siciliam oppressus exutoque Lepido, interfecto Antonio ne Iulianis quidem partibus nisi Caesar dux reliquus, posito triumviri nomine consulem se ferens et ad tuendam plebem tribunicio iure contentum, ubi militem donis, populum annona, cunctos dulcedine otii pellexit, insurgere paulatim, munia senatus magistratuum legum in se trahere, nullo adversante, cum ferocissimi per acies aut proscriptione cecidissent, ceteri nobilium, quanto quis servitio promptior, opibus et honoribus extollerentur ac novis ex rebus aucti tuta et praesentia quam vetera et periculosa mallent. Neque provinciae illum rerum statum abnuebant, suspecto senatus populique imperio ob certamina potentium et avaritiam magistratuum, invalido legum auxilio quae vi ambitu postremo pecunia turbabantur.
Dopo che Bruto e Cassio furono uccisi e non vi erano più eserciti dello Stato, dopo che Pompeo fu schiacciato presso la Sicilia e Lepido fu spogliato del potere e Antonio fu ucciso, nemmeno nel partito dei Giuliani restava altro capo che Cesare: deposto il titolo di triumviro, presentandosi come console e accontentandosi del diritto tribunizio per proteggere la plebe, quando ebbe sedotto i soldati con doni, il popolo con l'annona, tutti con il fascino della quiete, cominciò a crescere gradualmente, ad attrarre a sé le funzioni del senato, dei magistrati e delle leggi, senza che nessuno si opponesse, poiché i più fieri erano caduti in battaglia o per proscrizione, mentre gli altri nobili, quanto più ciascuno era pronto alla servitù, tanto più venivano innalzati con ricchezze e onori e, arricchiti dalla nuova situazione, preferivano le cose sicure e presenti a quelle vecchie e pericolose.
Né le province rifiutavano quella situazione, essendo il dominio del senato e del popolo reso sospetto dalle lotte tra i potenti e dall'avidità dei magistrati, e l'aiuto delle leggi essendo debole, poiché venivano sconvolte dalla violenza, dall'intrigo e infine dal denaro.
104 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: «Dopo che Bruto e Cassio furono uccisi, non vi erano più eserciti dello Stato». Tacito usa l'ablativo assoluto «Bruto et Cassio caesis» per condensare in poche parole la fine della resistenza repubblicana, punto di partenza dell'ascesa di Augusto negli Annales.
«Dulcedine otii» significa «con il fascino della pace» o «con la dolcezza della quiete». Tacito usa questa espressione negli Annales per indicare lo strumento psicologico con cui Augusto conquistò il consenso dei Romani stanchi di guerre civili, presentando la propria monarchia come garanzia di ordine.
Tacito spiega che le province erano stanche del governo del senato e del popolo, reso sospetto dalle lotte tra i potenti e dall'avidità dei magistrati. Le leggi, indebolite dalla violenza, dall'intrigo e infine dal denaro, non offrivano più alcuna protezione, rendendo il potere monarchico di Augusto preferibile all'anarchia precedente.
Lo stesso passo (L'ascesa al potere di Ottaviano Augusto) lo trovi qui: