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greco · Teofrasto
Teofrasto · Caratteri
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Teofrasto nei Caratteri delinea il ritratto del superbo, un uomo che mostra disprezzo costante verso gli altri e una stima esagerata di se stesso. Nel brano si dettagliano i suoi comportamenti arroganti, dalle rifiutate amicizie agli ordini autoritari, fino ai toni imperiosi nel comunicare per iscritto.
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La superbia è un certo disprezzo degli altri al di fuori di se stesso. E il superbo è così: colui che si affretta dal banchetto, incontrandolo sulla via, afferma di ricordare i favori ricevuti; e mentre cammina per le strade, giudica le dimore di coloro che gliene hanno dato il permesso; e scelto a cariche, si rifiuta di giurare il compimento delle magistrature, dicendo che non ha tempo libero; e non ha voluto avanzarsi per primo verso nessuno. E comanda terribilmente a coloro che vendono o affittano qualcosa di venire da lui al tramonto; e mentre cammina per le strade non parla con coloro che incontra, camminando chino verso il basso, e quando gli pare bene, di nuovo verso l'alto. E quando invita gli amici a cena, non cena con loro, ma ne assegna uno dei suoi servi a occuparsene; e invia innanzi tempo un nunzio dove si reca, per dire che il signore viene. E non permette a nessuno di entrare mentre egli si unge, o si lava, o mangia. Certamente, quando conta denaro con qualcuno, assegna al suo schiavo di mettere i gettoni, e dopo aver fatto il totale, gliene scrive il conto; e scrivendo non scrive «mi farai un favore» ma «voglio che sia così», e «ti ho mandato qualcuno per riscuotere», e «così non sarà altrimenti», e «al più presto possibile».
Εστι δε η υπερηφανια καταφρονησις τις πλην αυτου των αλλων, ο δε υπερηφανος τοιοσδε τις οιος τω σπευδοντι απο δειπνου εντευξεσθαι φασκειν εν τω περιπατειν: και ευ ποιησας μεμνησθαι: και βαδιζων εν ταις οδοις τας διαιτας κρινειν τοις επιτρεψασι: και χειροτονουμενος εξομνυσθαι τας αρχας, ου φασκων σχολαζειν: και προσελθειν προτερος ουδενι θελησαι. Και τους πωλουντας τι η μεμισθωμενους δεινος κελευσαι ηκειν προς αυτον αμ' ημερα και εν ταις οδοις πορευομενος μη λαλειν τοις εντυγχανουσι, κατω κεκυφως, οταν δε αυτω δοξη, ανω παλιν: και εστιων τους φιλους αυτος μη συνδειπνειν, αλλα των υφ' αυτον τινι συνταξαι αυτων επιμελεισθαι: και προαποστελλειν δε εφ' ον αν πορευηται τον ερουντα οτι προσερχεται: και ουτε επ' αλειφομενον αυτον ουτε λουομενον ουτε εσθιοντα εασαι αν εισελθειν: αμελει δε και λογιζομενος προς τινα τω παιδι συνταξαι τας ψηφους τιθεναι και κεφαλαιον ποιησαντι γραψαι αυτω εις λογον: και επιστελλων μη γραφειν οτι "χαριζοιο αν μοι", αλλ' οτι "βουλομαι γενεσθαι", και "απεσταλκα προς σε ληψομενος", και "οπως αλλως μη εσται", και "την ταχιστην".
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I 95 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
La superbia è un certo disprezzo degli altri al di fuori di se stesso. È l'inizio della versione di Teofrasto, Caratteri.
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