Caricamento…
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I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
1
Quando entrai nella camera dove avevo l'abitudine di dormire, non riuscii a prendere sonno. Infatti per natura anche le altre malattie e le ferite del corpo sono di notte più difficili e ci si scagliano contro quando siamo a riposo e irritano i dolori. Quando infatti il corpo riposa, allora la ferita ha agio di patire; ma le ferite dell'anima, se il corpo non si muove, molto di più tormentano. Di giorno infatti gli occhi e gli orecchi, riempiti di molta curiosità, attenuano l'acutezza della malattia, distogliendo l'anima dal tempo dedicato al soffrire; ma se il corpo è legato dal silenzio, l'anima rimasta con se stessa si agita nel male. Infatti tutto allora si ridesta, ciò che prima dormiva: nei sofferenti i dolori, nei preoccupati i pensieri, nei pericolanti i timori, negli innamorati il fuoco. Verso l'alba a mala pena un qualche sonno mi ebbe pietà e mi concesse un breve riposo.
1, 15, 1, 2
Dopo il funerale mi affrettai subito verso la fanciulla, ed essa si trovava nel giardino della casa. Il giardino era un boschetto, una cosa grande per il piacere degli occhi; intorno al boschetto c'era un muretto, sufficiente in altezza, e ciascun lato del muro (i lati erano quattro) era coperto da un colonnato; e sotto le colonne, all'interno, c'era la festosa adunanza degli alberi. I rami fiorivano, si intrecciavano gli uni con gli altri, vicini tra loro gli intrecci dei petali, gli abbracci delle foglie, gli allacciamenti dei frutti. Tanta era la familiarità delle piante. Ad alcuni degli alberi più robusti erano cresciuti accanto edera e smilace: questa, aggrappata al platano, lo avvolgeva tutt'intorno con la sua chioma flessuosa; l'edera invece, attorcigliata intorno a un pino, cingeva l'albero con i suoi intrecci, e la pianta diventava per l'edera un sostegno, e l'edera era corona della pianta.
1, 15, 3, 4
Le viti, dall'uno e dall'altro lato dell'albero, sostenute da canne, fiorivano rigogliose di foglie: il frutto aveva un bel fiore e pendeva attraverso il foro delle canne, ed era come un ricciolo della pianta; mentre le foglie, agitandosi in alto al sole con il vento in un misto giallastro, la terra faceva scintillare l'ombra. I fiori, dal colore variegato, mostravano a turno la loro bellezza, ed era questa la porpora della terra: la viola, il narciso e la rosa. Unico, per la rosa e per il narciso, era il calice quanto al contorno, ed era come la coppa della pianta. Il colore poi delle foglie divise intorno al calice era, per la rosa, sangue nella parte alta e latte nella parte bassa del petalo, e il narciso era in tutto simile alla parte bassa della rosa. Per la viola invece non c'era calice da nessuna parte, ma un colore quale risplende la bonaccia del mare. In mezzo ai fiori sgorgava una fonte.
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