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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro I, capitolo 34
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
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Per questo motivo decise di inviare legati ad Ariovisto, che gli chiedessero di scegliere un luogo intermedio per entrambi, per un colloquio: voleva trattare con lui degli affari dello stato e delle questioni più importanti per entrambi. A quell'ambasceria Ariovisto rispose: se lui stesso avesse avuto bisogno di qualcosa da Cesare, sarebbe venuto lui da lui; se lui volesse qualcosa da lui, era lui a dover venire da lui. Inoltre, non osava venire senza esercito nelle zone della Gallia che Cesare occupava, né poteva radunare l'esercito in un unico luogo senza grandi rifornimenti e fatica. Gli sembrava poi strano che, nella sua Gallia, che aveva vinto in guerra, Cesare o comunque il popolo romano avesse a che fare in qualcosa.
Quam ob rem placuit ei ut ad Ariovistum legatos mitteret, qui ab eo postularent uti aliquem locum medium utrisque conloquio deligeret: velle sese de re publica et summis utriusque rebus cum eo agere. Ei legationi Ariovistus respondit: si quid ipsi a Caesare opus esset, sese ad eum venturum fuisse; si quid ille se velit, illum ad se venire oportere. Praeterea se neque sine exercitu in eas partes Galliae venire audere quas Caesar possideret, neque exercitum sine magno commeatu atque molimento in unum locum contrahere posse. Sibi autem mirum videri quid in sua Gallia, quam bello vicisset, aut Caesari aut omnino populo Romano negotii esset.
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