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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro V, capitolo 20
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
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Nel frattempo i Trinovanti, popolo quasi il più forte di quelle regioni, da cui Mandubracio, giovane che si era affidato alla protezione di Cesare, era venuto da lui sul continente in Gallia (suo padre aveva tenuto il regno in quel popolo ed era stato ucciso da Cassivellauno, mentre lui stesso aveva evitato la morte con la fuga), mandano ambasciatori a Cesare e promettono di arrendersi a lui e di eseguire i suoi ordini. Chiedono che egli difenda Mandubracio dalle violenze di Cassivellauno e lo mandi nel loro popolo, perché lo governi e ne tenga il potere. Cesare chiede loro quaranta ostaggi e grano per l'esercito, e manda da loro Mandubracio. Quelli eseguirono rapidamente gli ordini, mandarono gli ostaggi al numero richiesto e il grano.
Interim Trinobantes, prope firmissima earum regionum civitas, ex qua Mandubracius adulescens Caesaris fidem secutus ad eum in continentem Galliam venerat, cuius pater in ea civitate regnum obtinuerat interfectusque erat a Cassivellauno, ipse fuga mortem vitaverat, legatos ad Caesarem mittunt pollicenturque sese ei dedituros atque imperata facturos; petunt, ut Mandubracium ab iniuria Cassivellauni defendat atque in civitatem mittat, qui praesit imperiumque obtineat. His Caesar imperat obsides quadraginta frumentumque exercitui Mandubraciumque ad eos mittit. Illi imperata celeriter fecerunt, obsides ad numerum frumentumque miserunt.
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