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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro V, capitolo 46
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
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Cesare, ricevuta la lettera verso l'undicesima ora del giorno, manda subito un messaggero tra i Bellovaci al questore Marco Crasso, il cui accampamento invernale distava da lui venticinque miglia; gli ordina di far partire la legione a mezzanotte e di raggiungerlo rapidamente. Crasso parte con il messaggero. Manda un altro messaggero al luogotenente Gaio Fabio, perché conduca la legione ai confini degli Atrebati, sapendo che di lì avrebbe dovuto passare. Scrive a Labieno che, se potesse farlo senza danno per lo stato, venga con la legione ai confini dei Nervi. Non ritiene di dover aspettare il resto dell'esercito, perché distava un poco di più; raduna circa quattrocento cavalieri dagli accampamenti invernali più vicini.
Caesar acceptis litteris hora circiter Xl diei statim nuntium in Bellovacos ad M. Crassum quaestorem mittit, cuius hiberna aberant ab eo milia passuum XXV; iubet media nocte legionem proficisci celeriterque ad se venire. Exit cum nuntio Crassus. Alterum ad Gaium Fabium legatum mittit, ut in Atrebatium fines legionem adducat, qua sibi iter faciendum sciebat. Scribit Labieno, si rei publicae commodo facere posset, cum legione ad fines Nerviorum veniat. Reliquam partem exercitus, quod paulo aberat longius, non putat exspectandam; equites circiter quadringentos ex proximis hibernis colligit.
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