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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VI, capitolo 30
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
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Basilo fa come gli era stato ordinato. compiuta rapidamente la marcia, e contro l'aspettativa di tutti, sorprende molti nei campi che non se lo aspettavano: Grazie alle loro indicazioni si dirige verso lo stesso Ambiorige, che si diceva trovarsi in quel luogo con pochi cavalieri. In tutte le cose, ma soprattutto in guerra, la fortuna ha un grande potere. Infatti accadde per un grande caso che si imbattesse in lui incauto e persino impreparato, e che il suo arrivo fosse visto da tutti prima ancora che ne giungesse voce e notizia: così fu un grande colpo di fortuna che, sottrattogli tutto l'equipaggiamento militare che aveva con sé, catturati i carri e i cavalli, egli stesso sfuggisse alla morte. Ma avvenne anche questo, che, essendo la casa circondata dal bosco, come sono per lo più le abitazioni dei Galli, i quali per evitare il caldo cercano spesso la vicinanza di boschi e fiumi, i suoi compagni e familiari resistettero per un poco, in un luogo stretto, all'impeto della nostra cavalleria. Mentre questi combattevano, uno dei suoi lo mise a cavallo: i boschi lo nascosero mentre fuggiva. Così la fortuna ebbe grande peso sia nell'affrontare il pericolo sia nell'evitarlo.
Basilus, ut imperatum est, facit. Celeriter contraque omnium opinionem confecto itinere multos in agris inopinantes deprehendit: eorum indicio ad ipsum Ambiorigem contendit, quo in loco cum paucis equitibus esse dicebatur. Multum cum in omnibus rebus tum in re militari potest fortuna. Nam magno accidit casu ut in ipsum incautum etiam atque imparatum incideret, priusque eius adventus ab omnibus videretur, quam fama ac nuntius adferretur: sic magnae fuit fortunae omni militari instrumento, quod circum se habebat, erepto, raedis equisque comprehensis ipsum effugere mortem. Sed hoc quoque factum est, quod aedificio circumdato silva, ut sunt fere domicilia Gallorum, qui vitandi aestus causa plerumque silvarum atque fluminum petunt propinquitates, comites familiaresque eius angusto in loco paulisper equitum nostrorum vim sustinuerunt. His pugnantibus illum in equum quidam ex suis intulit: fugientem silvae texerunt. Sic et ad subeundum periculum et ad vitandum multum fortuna valuit.
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