Caricamento…
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di Demetrio
I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
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Nicia il pittore diceva subito anche questo: che non è piccola parte dell'arte pittorica, prendendo una materia di vasta portata, dipingerla, e non frammentare l'arte in piccolezze, come uccellini o fiori, ma battaglie di cavalieri e battaglie navali, dove uno potrebbe mostrare molte figure di cavalli: alcuni che corrono, altri che resistono dritti, altri che si accosciano, molti che scagliano giavellotti, molti cavalieri che cadono Riteneva infatti che anche il soggetto stesso fosse parte dell'arte pittorica, come i miti lo sono per i poeti. Nulla dunque di sorprendente, se anche nei discorsi, a partire da argomenti grandi, nasca la grandiosità.
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Alcune grazie sono nelle cose stesse, come i giardini delle ninfe, gli epitalami, gli amori, tutta la poesia di Saffo. Cose di questo genere, infatti, anche se fossero dette da Ipponatte, sono graziose, perché l'argomento stesso è lieto di per sé. Nessuno infatti potrebbe cantare un epitalamio essendo in collera, né potrebbe rendere con lo stile Eros un'Erinni o un gigante, né il ridere un piangere. Cosicché una certa grazia è propria dell'argomento, mentre altre cose le rende più graziose anche lo stile, come: «Come quando la figlia di Pandareo, il verdeggiante usignolo, canta dolcemente, al nuovo sorgere della primavera». Qui infatti anche l'usignolo è un uccellino gradevole, e la primavera per natura è gradevole, ma molto è stato ornato dallo stile, ed è più gradevole dire «verdeggiante» e «la figlia di Pandareo» a proposito di un uccello, espressioni che sono proprie del poeta.
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