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Allos Idem · Vol. unico · pag. 86 · versione T14
Erodoto · Storie
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Versione d’autore: Erodoto, Storie
Erodoto narra nelle Storie non solo battaglie e politica, ma anche episodi straordinari e meravigliosi. In questo passo racconta come una bambina di aspetto sgradevole, figlia di genitori nobili spartani, venga portata ogni giorno dalla nutrice al santuario di Elena a Terapne. Una donna misteriosa appare alla nutrice e tocca il capo della bambina: da quel giorno la fanciulla diventa la più bella donna di Sparta e va in sposa ad Ageto figlio di Alcide.
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Poiché essa era di aspetto sgradevole, la sua nutrice, vedendo che si trattava della figlia di genitori facoltosi ed era brutta, e inoltre vedendo i genitori considerare il suo aspetto una disgrazia, dopo aver osservato tutte queste cose, escogitò quanto segue. La portava ogni giorno al santuario di Elena: questo si trova nel luogo chiamato Terapne, sopra il santuario di Febo. Ogni volta che la nutrice vi recava la bambina, la collocava davanti alla statua e supplicava la dea di liberare la bambina dalla bruttezza. E un giorno, mentre la nutrice usciva dal santuario, si dice che le sia apparsa una donna; apparsa, le chiese cosa portasse in braccio, e la nutrice disse che portava una bambina; quella le ordinò di mostrarla, ma la nutrice disse di no, perché le era stato proibito dai genitori di mostrarla a chiunque. Ma quella continuava a ordinarle assolutamente di mostrargliela; e la nutrice, vedendo che la donna teneva molto a vederla, mostrò così la bambina. E quella, accarezzando il capo della bambina, disse che sarebbe diventata la più bella di tutte le donne di Sparta. Da quel giorno il suo aspetto cambiò; e quando giunse l'età del matrimonio la sposò Ageto figlio di Alcide.
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Ἐοῦσαν … μιν … φλαύρην
→ Poiché essa era di aspetto sgradevole
μιν … ἐοῦσαν … φλαύρην è una costruzione participiale con accusativo alla maniera di una subordinata causale: 'poiché essa era di aspetto sgradevole'. Il soggetto (μιν) è all'accusativo, distinto dal soggetto della principale (ἡ τροφός).
Compare nel periodo 1.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
ἐλίσσετο … ἀπαλλάξαι
→ supplicava la dea di liberare
ἐλίσσετο regge l'infinito aoristo ἀπαλλάξαι: la costruzione infinitiva con verbi di preghiera e supplica è standard in greco. Il soggetto dell'infinito (la dea) coincide con l'oggetto di ἐλίσσετο.
Compare nel periodo 3.
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λέγεται ἐπιφανῆναι
→ si dice che le sia apparsa
λέγεται ἐπιφανῆναι introduce il racconto in discorso indiretto con infinito aoristo: il verbo λέγεται segnala che si tratta di una tradizione orale, e tutti i verbi seguenti (ἐπειρέσθαι, φράσαι ecc.) sono infiniti storici in serie.
Compare nel periodo 4.
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εἶπαι ὡς καλλιστεύσει
→ disse che sarebbe diventata la più bella
εἶπαι ὡς καλλιστεύσει: dopo un verbo di dire, ὡς + futuro indicativo introduce la completiva in stile diretto 'traslato'. Il futuro (non l'ottativo) mantiene la vivacità del discorso diretto.
Compare nel periodo 6.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Ἐοῦσαν γάρ μιν τὸ εἶδος φλαύρην ἡ τροφὸς αὐτῆς, οἷα ἀνθρώπων τε ὀλβίων θυγατέρα καὶ δυσειδέα ἐοῦσαν, πρὸς δὲ καὶ ὁρῶσα τοὺς γονέας συμφορὴν τὸ εἶδος αὐτῆς ποιευμένους, ταῦτα ἕκαστα μαθοῦσα ἐπιφράζεται τοιάδε. Ἐφόρεε αὐτὴν ἀνὰ πᾶσαν ἡμέρην ἐς τὸ τῆς Ἑλένης ἱρόν· τὸ δ᾽ ἐστὶ ἐν τῇ Θεράπνῃ καλεομένῃ, ὕπερθε τοῦ Φοιβηίου ἱροῦ· ὅκως δὲ ἐνείκειε ἡ τροφός, πρός τε τὤγαλμα ἵστα καὶ ἐλίσσετο τὴν θεὸν ἀπαλλάξαι τῆς δυσμορφίης τὸ παιδίον. Καὶ δή κοτε ἀπιούσῃ ἐκ τοῦ ἱροῦ τῇ τροφῷ γυναῖκα λέγεται ἐπιφανῆναι, ἐπιφανεῖσαν δὲ ἐπειρέσθαι μιν ὅ τι φορέει ἐν τῇ ἀγκάλῃ, καὶ τὴν φράσαι ὡς παιδίον φορέει· τὴν δὲ κελεῦσαι οἱ δεῖξαι, τὴν δὲ οὐ φάναι· ἀπειρῆσθαι γὰρ οἱ ἐκ τῶν γειναμένων μηδενὶ ἐπιδεικνύναι. Τὴν δὲ πάντως ἐωυτῇ κελεύειν ἐπιδέξαι· ὁρῶσαν δὲ τὴν γυναῖκα περὶ πολλοῦ ποιευμένην ἰδέσθαι, οὕτω δὴ τὴν τροφὸν δεῖξαι τὸ παιδίον. Τὴν δὲ καταψῶσαν τοῦ παιδίου τὴν κεφαλὴν εἶπαι ὡς καλλιστεύσει πασέων τῶν ἐν Σπάρτῃ γυναικῶν. Ἀπὸ μὲν δὴ ταύτης τῆς ἡμέρης μεταπεσεῖν τὸ εἶδος· γαμέει δέ μιν ἐς γάμου ὥρην ἀπικομένην Ἀγῆτος ὁ Ἀλκείδεω.
Poiché essa era di aspetto sgradevole, la sua nutrice, vedendo che si trattava della figlia di genitori facoltosi ed era brutta, e inoltre vedendo i genitori considerare il suo aspetto una disgrazia, dopo aver osservato tutte queste cose, escogitò quanto segue.
La portava ogni giorno al santuario di Elena: questo si trova nel luogo chiamato Terapne, sopra il santuario di Febo.
Ogni volta che la nutrice vi recava la bambina, la collocava davanti alla statua e supplicava la dea di liberare la bambina dalla bruttezza.
E un giorno, mentre la nutrice usciva dal santuario, si dice che le sia apparsa una donna; apparsa, le chiese cosa portasse in braccio, e la nutrice disse che portava una bambina; quella le ordinò di mostrarla, ma la nutrice disse di no, perché le era stato proibito dai genitori di mostrarla a chiunque.
Ma quella continuava a ordinarle assolutamente di mostrargliela; e la nutrice, vedendo che la donna teneva molto a vederla, mostrò così la bambina.
E quella, accarezzando il capo della bambina, disse che sarebbe diventata la più bella di tutte le donne di Sparta.
Da quel giorno il suo aspetto cambiò; e quando giunse l'età del matrimonio la sposò Ageto figlio di Alcide.
121 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: 'Poiché essa era di aspetto sgradevole'. ἐοῦσαν è il participio presente di εἰμί in uso causale, con il pronome μιν come accusativo del soggetto della subordinata. φλαύρην è predicativo riferito a μιν. Erodoto introduce così il motivo della visita al santuario.
Erodoto colloca il santuario (ἱρόν) di Elena a Terapne (Θεράπνη), sopra il santuario di Febo, localizzazione che corrisponde a un sito reale nei pressi di Sparta. La dea Elena era venerata come divinità locale, non solo come eroina dell'epica.
Erodoto presenta la trasformazione come prodigio divino: una donna soprannaturale, probabilmente Elena stessa, accarezza il capo della bambina dopo aver insistito per vederla. La nutrice, che aveva divieto di mostrare la bambina, cede alla pressione. Da quel giorno il fisico della fanciulla cambia, e all'età da marito la sposa Ageto di Alcide.
Lo stesso passo (Una straordinaria metamorfosi) lo trovi qui: