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latino · Marziale
Marziale · Epigrammi
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Marziale, negli Epigrammata, critica la donna Gelia per la sua ipocrisia nel pianto. Il brano denuncia come ella reciti il dolore solo in pubblico, quando ha un'audience da commuovere.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Gelia non piange il padre perduto quando è sola; se c'è qualcuno, alle lacrime ordinate scaturiscono subito. Non piange chi cerca di essere lodato, Gelia; colui piange veramente che piange senza testimone.
Amissum non flet cum sola est Gellia patrem, si quis adest iussae prosiliunt lacrimae. Non luget quisquis laudari, Gellia, quaerit, ille dolet vere qui sine teste dolet.
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I 24 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Gelia non piange il padre perduto quando è sola; se c'è qualcuno, alle lacrime ordinate scaturiscono subito. È l'inizio della versione di Marziale, Epigrammata.
In questo epigramma marzialiano, Gelia non è sincera nel suo dolore: piange solo quando c'è qualcuno a vederla, cercando lode e compassione, mentre la vera afflizione è quella che si prova lontano dagli occhi altrui.
Altri passi di Marziale già tradotti e analizzati.