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greco · Omero
Omero · Iliade
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Nell'Iliade di Omero, Achille è incenso dalle parole insulse di Agamennone. Sul punto di ucciderlo, interviene Atena inviata da Era, che lo convince a trattenere la violenza e a minacciare il nemico solo con parole, promettendogli grandi compensi futuri.
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Così disse; e il dolore prese Achille, e nel petto peloso il suo cuore fu combattuto, se togliesse la spada affilata dal fianco e disperdesse gli altri, o se placasse la collera e trattenesse il coraggio. Mentre rifletteva su questo nel cuore e nell'animo, traeva la gran spada dal fodero, e giunse Atena dal cielo; infatti la dea dai bei capelli Era l'aveva inviata, perché amava entrambi nello stesso animo e se ne prendeva cura; si fermò dietro di lui e afferrò il biondissimo Achille per i capelli, visibile a lui solo; degli altri nessuno la vedeva. Achille restò stupito, si voltò subito e riconobbe la pallida Atena; gli occhi splendevano terribilmente; e rivolto a lei disse parole alate: t 3-4 «Perché sei venuta, figlia dell'Egioco Zeus? Affinché veda l'oltraggio di Agamennone, figlio di Atreo? Ma ti dico questo, e credo che si avvererà: forse perderà presto la vita per la sua prepotenza». Gli rispose la dea dagli occhi glauci Atena: «Venni per frenare il tuo furore, se mi ascolti, dal cielo; prima mi inviò la dea dai bei capelli Era, che ama entrambi nello stesso animo e se ne prende cura. Ma smetti il litigio, non estrarre la spada con la mano; piuttosto insultalo con parole, come sarà; perché così ti dico, e sarà avverato: e una volta avrai tre volte tanti splendidi doni per questo oltraggio; tu resisti e obbediscimi». A lei rispose il veloce Achille: «Bisogna che osservi il vostro ordine, dea, per quanto il cuore sia adirato; perché è meglio così; chi obbedisce agli dei, essi lo ascoltano molto volentieri».
Ως φατο• Πηλειωνι δ' αχος γενετ', εν δε οι ητορ στηθεσσιν λασιοισι διανδιχα μερμηριξεν, η ο γε φασγανον οξυ ερυσσαμενος παρα μηρου τους μεν αναστησειεν, ο δ' Ατρειδην εναριζοι, ηε χολον παυσειεν ερητυσειε τε θυμον. Ηος ο ταυθ' ωρμαινε κατα φρενα και κατα θυμον, ε'λκετο δ' εκ κολεοιο μεγα ξιφος, ηλθε δ' Αθηνη ουρανοθεν• προ γαρ ηκε θεα Λευκωλενος Ηρη αμφω ομως θυμφ φιΛεουσα τε κηδομενη τε• στη δ' οπιθεν, ξανθης δε κομης εΛε Πηλειωνα οιψ φαινομενη• των δ' αλλων ου τις ορατο• θαμβησεν δ' Αχιλευς, μετα δ' ετραπετ', αυτικα δ' εγνω Παλλαδ' Αθηναιην• δεινω δε οι οσσε φαανθεν• και μιν φωνησας εττεα πτεροεντα προσηυδα• «Τιπτ' αυτ' αιγιοχοιο Διος τεκος ειληλουθας; η ινα υβριν ιδη Αγαμεμνονος Ατρειδαο; Αλλ' εκ τοι ερεω, το δε και τελεεσθαι οιω• ης υπεροττλιησι ταχ' αν ποτε θυμον ολεσση». Τον δ' αυτε προσεειπε θεα γλαυκωπις Αθηνη• «Ηλθον εγω παυσουσα το σον μενος, αι κε πιθηαι, ουρανοθεν• προ δε μ'ηκε θεαλευκωλενος Ηρη αμφω ομως θυμω φιλεουσα τε κηδομενη τε• αλλ' αγε ληγ' εριδος, μηδε ξιφος ελκεο χειρι• αλλ' ητοι επεσιν μεν ονειδισον ως εσεται περ• ωδε γαρ εξερεω, το δε και τετελεσμενον εσται• και ποτε τοι τρις τοσσα παρεσσεται αγλαα δωρα υβριος εινεκα τησδε• συ δ' ισχεο, πειθεο δ' ημιν». Την δ'απαμειβομενος προσεφη ποδας ωκυς Αχιλλευς• «Χρη μεν σφωιτερον γε, θεα, επος ειρυσσασθαι και μολα περ θυμω κεξολωμενον ως γαρ αμεινον• ος κε θεοις επιπειθηται, μολα τ' εκλυον αυτου».
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I 155 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Così disse; e il dolore prese Achille, e nel petto peloso il suo cuore fu combattuto, se togliesse la spada affilata dal fianco e disperdesse gli altri, o se placasse la collera e trattenesse il coraggio. È l'inizio della versione di Omero, Iliade.
Nel brano dell'Iliade, Atena, inviata da Era che ama entrambi gli eroi, convince Achille a contenere l'ira e a non uccidere Agamennone, promettendogli che riceverà tre volte i doni dovuti per l'offesa ricevuta.
Altri passi di Omero già tradotti e analizzati.