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Allos Idem · Vol. unico · pag. 155 · versione T117
Platone · Teeteto
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Versione d’autore: Platone, Teeteto
Platone nel Teeteto riflette sulla natura della conoscenza attraverso una discussione tra Socrate e il giovane Teeteto. In questo passo, citando l'aneddoto di Talete di Mileto che cade in un pozzo mentre osserva le stelle, Platone traccia il ritratto del filosofo: assorto nelle questioni universali, ignora le cose pratiche vicine a lui, suscitando il riso della gente comune. Il brano fa emergere la tensione tra il pensiero speculativo e la vita quotidiana.
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Come si racconta che una certa garbata e arguta schiava Tracia rise di Talete che osservava le stelle e guardava in su, quando cadde nel pozzo, dicendo che si affannava a conoscere le cose del cielo ma non si accorgeva di quelle che aveva davanti e ai suoi piedi. La stessa battuta basta per tutti coloro che passano la vita nella filosofia. In realtà al filosofo è sfuggito il vicino di casa e il suo vicinante, non solo quel che fa, ma quasi persino se sia un uomo o qualche altro essere vivente. Ma che cosa mai sia l'uomo e che cosa si addica a una tale natura fare o subire di diverso rispetto agli altri esseri, questo egli cerca e si dà da fare investigando. E quando questo tale si trova con qualcuno in privato o in pubblico, come dicevo all'inizio, ogni volta che è costretto in tribunale o altrove a discorrere delle cose vicine e sotto gli occhi, fa ridere non solo le schiave Tracie ma anche tutto il resto della folla, cadendo nei pozzi e in ogni sorta di imbarazzo per inesperienza; e la sua goffaggine è tremenda, poiché dà l'impressione di stupidità.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
Θαλῆν ἀστρονομοῦντα … βλέποντα πεσόντα
→ Talete che osservava le stelle e guardava in su, quando cadde
Θαλῆν ἀστρονομοῦντα / βλέποντα / πεσόντα: l'accusativo Θαλῆν è il soggetto logico dei participi congiunti, all'interno della frase retta da λέγεται.
Compare nel periodo 1.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
ὅταν … ἀναγκασθῇ
→ ogni volta che è costretto in tribunale
ὅταν + congiuntivo aoristo passivo (ἀναγκασθῇ) esprime una temporale eventuale ripetuta: «ogni volta che è costretto». L'eventuale con ὅταν indica una situazione che si ripete abitualmente.
Compare nel periodo 5.
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Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Ὥσπερ καὶ Θαλῆν ἀστρονομοῦντα [...] καὶ ἄνω βλέποντα, πεσόντα εἰς φρέαρ, Θρᾷττά τις ἐμμελὴς καὶ χαρίεσσα θεραπαινὶς ἀποσκῶψαι λέγεται ὡς τὰ μὲν ἐν οὐρανῷ προθυμοῖτο εἰδέναι, τὰ δ' ἔμπροσθεν αὐτοῦ καὶ παρὰ πόδας λανθάνοι αὐτόν. Ταὐτὸν δὲ ἀρκεῖ σκῶμμα ἐπὶ πάντας ὅσοι ἐν φιλοσοφίᾳ διάγουσι. Тῷ γὰρ ὄντι τὸν τοιοῦτον ὁ μὲν πλησίον καὶ ὁ γείτων λέληθεν, οὐ μόνον ὅτι πράττει, ἀλλ' ὀλίγου καὶ εἰ ἄνθρωπός ἐστιν ἤ τι ἄλλο θρέμμα· τί δέ ποτ' ἐστὶν ἄνθρωπος καὶ τί τῇ τοιαύτῃ φύσει προσήκει διάφορον τῶν ἄλλων ποιεῖν ἢ πάσχειν, ζητεῖ τε καὶ πράγματ' ἔχει διερευνώμενος. [...] Ἰδίᾳ τε συγγιγνόμενος ὁ τοιοῦτος ἑκάστῳ καὶ δημοσίᾳ, ὅπερ ἀρχόμενος ἔλεγον, ὅταν ἐν δικαστηρίῳ ἤ που ἀλλοῦ ἀναγκασθῇ περὶ τῶν παρὰ πόδας καὶ τῶν ἐν ὀφθαλμοῖς διαλέγεσθαι, γέλωτα παρέχει οὐ μόνον Θρᾴτταις ἀλλὰ καὶ τῷ ἄλλῳ ὄχλῳ, εἰς φρέατά τε καὶ πᾶσαν ἀπορίαν ἐμπίπτων ὑπὸ ἀπειρίας, καὶ ἡ ἀσχημοσύνη δεινή, δόξαν ἀβελτερίας παρεχομένη.
Come si racconta che una certa garbata e arguta schiava Tracia rise di Talete che osservava le stelle e guardava in su, quando cadde nel pozzo, dicendo che si affannava a conoscere le cose del cielo ma non si accorgeva di quelle che aveva davanti e ai suoi piedi.
La stessa battuta basta per tutti coloro che passano la vita nella filosofia.
In realtà al filosofo è sfuggito il vicino di casa e il suo vicinante, non solo quel che fa, ma quasi persino se sia un uomo o qualche altro essere vivente.
Ma che cosa mai sia l'uomo e che cosa si addica a una tale natura fare o subire di diverso rispetto agli altri esseri, questo egli cerca e si dà da fare investigando.
E quando questo tale si trova con qualcuno in privato o in pubblico, come dicevo all'inizio, ogni volta che è costretto in tribunale o altrove a discorrere delle cose vicine e sotto gli occhi, fa ridere non solo le schiave Tracie ma anche tutto il resto della folla, cadendo nei pozzi e in ogni sorta di imbarazzo per inesperienza; e la sua goffaggine è tremenda, poiché dà l'impressione di stupidità.
118 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: «Come si racconta che anche Talete, mentre osservava le stelle e guardava in su». In Platone, Teeteto 174a, l'aneddoto del filosofo Talete che cade nel pozzo intento a scrutare il cielo diventa il simbolo del pensiero speculativo distaccato dalla realtà quotidiana.
L'aneddoto illustra la condizione del filosofo: chi si dedica alla speculazione pura ignora ciò che gli sta davanti, il vicino, le faccende pratiche. Platone usa l'episodio per descrivere il carattere del filosofo autentico, che appare goffo nel mondo degli uomini comuni ma persegue le domande fondamentali sull'essere umano.
La schiava Tracia (Θρᾷττα) è presentata come «garbata e arguta»: la sua battuta ironica su Talete è diventata emblematica. Per Platone essa rappresenta la gente comune che ride del filosofo incapace di occuparsi delle cose pratiche, pur capace di indagare la natura del cielo e dell'universo.
Lo stesso passo (Talete cade in un pozzo) lo trovi qui: