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Allos Idem · Vol. unico · pag. 622 · versione T261
Tacito · Germania
Versione d’autore: Tacito, Germania
Publio Cornelio Tacito (55–117 d.C.) è il maggiore storico latino dell'età imperiale. La Germania, composta intorno al 98 d.C., è una monografia etnografica sui popoli germanici. In questo brano Tacito descrive le assemblee pubbliche dei Germani: come vengono indette (nelle fasi lunari), come si delibera (prima i capi, poi il popolo), e come si esprime il consenso o il dissenso con le armi.
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Sulle faccende di minor rilievo deliberano i capi; su quelle più importanti tutti, in modo però che anche le questioni il cui giudizio spetta al popolo vengano discusse tra i capi. Si riuniscono, a meno che non sopraggiunga qualcosa di improvviso e imprevisto, in giorni fissi, quando la luna comincia o è piena; credono infatti che questo sia il momento più propizio per trattare gli affari. E non contano il numero dei giorni, come facciamo noi, ma quello delle notti. Così fissano gli appuntamenti, così convengono sulle date: la notte sembra trascinare con sé il giorno. Questo è un difetto che deriva dalla loro libertà: non si riuniscono tutti insieme né come se avessero ricevuto un ordine, ma anche il secondo e il terzo giorno vengono consumati dall'indugio di chi si raduna. Quando è piaciuto alla folla, siedono in armi. Il silenzio viene imposto dai sacerdoti, ai quali spetta anche il diritto di reprimere. Poi vengono ascoltati il re o il capo, ciascuno secondo la propria età, la nobiltà, la gloria militare, l'eloquenza, con l'autorevolezza di chi persuade più che con il potere di chi comanda. Se la proposta è dispiaciuta, la respingono con un fremito; se invece è piaciuta, agitano le framee. Il modo più onorevole di dare assenso è lodare con le armi.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
ita … ut … pertractentur
→ in modo però che … vengano discusse tra i capi
La consecutiva 'ita tamen, ut … pertractentur' (congiuntivo presente passivo) limita la prerogativa popolare: le questioni del popolo vengono prima trattate dai capi.
Compare nel periodo 1.
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agendis rebus
'agendis rebus' è un ablativo con valore finale-causale formato da gerundivo + sostantivo: 'per il trattare gli affari', cioè 'per le questioni da deliberare'.
Compare nel periodo 2.
Scheda completa: Ablativo assoluto (gerundivo)Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
nox ducere … videtur
→ la notte sembra trascinare il giorno
'nox ducere diem videtur' è una costruzione con 'videor' + infinito: il soggetto della percezione coincide con il soggetto dell'infinito. La notte 'appare' come agente che trascina il giorno.
Compare nel periodo 4.
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quod … conveniunt … absumitur
La relativa 'quod … absumitur' sviluppa e spiega 'illud vitium': il difetto consiste nel fatto che i giorni si perdono nell'attesa. Notare il soggetto sing. 'dies' con il verbo passivo 'absumitur'.
Compare nel periodo 5.
Scheda completa: Proposizione relativa (apposizione)Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
quibus … coercendi ius
La relativa 'quibus … ius est' ha 'quibus' dativo di interesse e 'coercendi' come genitivo del gerundio dipendente da 'ius': 'il diritto di reprimere'.
Compare nel periodo 7.
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prout … prout … prout … prout
La serie di quattro 'prout' con nominativi asindetici (aetas, nobilitas, decus, facundia) forma un'enumerazione retorica che scandisce i criteri di autorità: età, rango, valore, parola.
Compare nel periodo 8.
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armis laudare
'armis laudare' è un infinito presente attivo usato come soggetto del predicato nominale 'honoratissimum genus est': 'lodare con le armi è il tipo più onorevole'.
Compare nel periodo 10.
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Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
De minoribus rebus principes consultant; de maioribus omnes, ita tamen, ut ea quoque, quorum penes plebem arbitrium est, apud principes pertractentur. Coeunt, nisi quid fortuitum et subitum incidit, certis diebus, cum aut incohatur luna aut impletur; nam agendis rebus hoc auspicatissimum initium credunt. Nec dierum numerum, ut nos, sed noctium computant. Sic constituunt, sic condicunt: nox ducere diem videtur. Illud ex libertate vitium, quod non simul nec ut iussi conveniunt, sed et alter et tertius dies cunctatione coeuntium absumitur. Ut turbae placuit, considunt armati. Silentium per sacerdotes, quibus tum et coercendi ius est, imperatur. Mox rex vel princeps, prout aetas cuique, prout nobilitas, prout decus bellorum, prout facundia est, audiuntur, auctoritate suadendi magis quam iubendi potestate. Si displicuit sententia, fremitu aspernantur; sin placuit, frameas concutiunt. Honoratissimum assensus genus est armis laudare.
Sulle faccende di minor rilievo deliberano i capi; su quelle più importanti tutti, in modo però che anche le questioni il cui giudizio spetta al popolo vengano discusse tra i capi.
Si riuniscono, a meno che non sopraggiunga qualcosa di improvviso e imprevisto, in giorni fissi, quando la luna comincia o è piena; credono infatti che questo sia il momento più propizio per trattare gli affari.
E non contano il numero dei giorni, come facciamo noi, ma quello delle notti.
Così fissano gli appuntamenti, così convengono sulle date: la notte sembra trascinare con sé il giorno.
Questo è un difetto che deriva dalla loro libertà: non si riuniscono tutti insieme né come se avessero ricevuto un ordine, ma anche il secondo e il terzo giorno vengono consumati dall'indugio di chi si raduna.
Quando è piaciuto alla folla, siedono in armi.
Il silenzio viene imposto dai sacerdoti, ai quali spetta anche il diritto di reprimere.
Poi vengono ascoltati il re o il capo, ciascuno secondo la propria età, la nobiltà, la gloria militare, l'eloquenza, con l'autorevolezza di chi persuade più che con il potere di chi comanda.
Se la proposta è dispiaciuta, la respingono con un fremito; se invece è piaciuta, agitano le framee.
Il modo più onorevole di dare assenso è lodare con le armi.
112 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: 'Sui fatti di minor rilievo deliberano i capi; su quelli più importanti tutti'. Tacito contrappone con efficace brevità le competenze dei capi e dell'assemblea popolare, mostrando un sistema che mescola oligarchia e democrazia guerriera.
Significa 'agitano le framee', cioè le lance. In Tacito, Germania 12, il fragore delle armi è il modo in cui i Germani esprimono approvazione a una proposta: è il massimo segno di assenso, opposto al fremito con cui manifestano il rifiuto.
Secondo Tacito (Germania 11), i Germani computano per notti e non per giorni perché la notte precede e trascina con sé il giorno ('nox ducere diem videtur'). Questo uso, che lo storico registra come peculiare, riflette un diverso modo di scandire il tempo rispetto alla tradizione romana.
Lo stesso passo (Usanze dei Germani) lo trovi qui: