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greco · Luciano
Luciano · Amante della menzogna
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
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Io il giorno dopo, mentre quello era occupato in qualche affare al mercato, presi il trave, lo disposi similmente, pronunciai le sillabe e gli ordinai di attingere acqua. Quando ebbe riempito l'anfora, dissi: «Smetti e non attingere più acqua, ma torna a essere trave». Invece non mi obbediva più, ma continuava ad attingere acqua finché non riempì d'acqua la casa riversandola. Io, non sapendo che fare e temendo che Pancrate tornasse e si irritasse (il che infatti accadde), presi un'ascia e divisi il trave in due parti: allora ciascuna parte, presa un'anfora, attingeva acqua e invece di un servo me ne erano diventati due. In questo mentre arriva anche Pancrate e, compreso che cosa era accaduto, ridusse di nuovo quelle parti a legna, come erano prima della formula magica, e poi, abbandonatomi, se ne andò di nascosto e non so dove. «Sai», disse Deinomaco, «se potrebbe anche trasformare un uomo a partire da un trave?» «Per Zeus», disse lui, «da mezzo trave no; infatti non potrei più ricondurlo allo stato originale, se una volta diventasse portatore d'acqua, e avremmo bisogno che la casa fosse inondata dall'acqua versata».
Ἐγὼ δὲ εἰς τὴν ὑστεραίαν ἐκείνου τι κατὰ τὴν ἀγορὰν πραγματευομένου λαβὼν τὸ ὕπερον σχηματίσας ὁμοίως, ἐπειπὼν τὰς συλλαβάς, ordinai ὑδροφορεῖν. Ἐπεὶ δὲ ἐμπλησάμενον τὸν ἀμφορέα ἐκόμισε, «Πέπαυσο», ἔφην, «καὶ μηκέτι ὑδροφόρει, ἀλλ᾽ torna αὖθις ὕπερον. τὸ δὲ οὐκέτι μοι πείθεσθαι ἤθελεν, ἀλλ᾽ ὑδροφόρει ἀεί, ἄχρι δὴ ἐνέπλησεν ἡμῖν ὕδατος τὴν οἰκίαν ἐπαντλοῦν. Ἐγὼ δὲ ἀμηχανῶν τῷ πράγματι ἐδεδίειν γὰρ μὴ ὁ Παγκράτης ἐπανελθὼν ἀγανακτήσῃ, ὅπερ καὶ ἐγένετο, ἀξίνην λαβὼν διακόπτω τὸ ὕπερον εἰς δύο μέρη: τὰ δέ, ἑκάτερον τὸ μέρος, ἀμφορέας λαβόντα ὑδροφόρει καὶ ἀνθ᾽ ἑνὸς δύο μοι ἐγεγένηντο οἱ διάκονοι. Ἐν τούτῳ καὶ ὁ Παγκράτης ἐφίσταται καὶ συνεὶς τὸ γενόμενον ἐκεῖνα μὲν αὖθις ἐποίησε ξύλα, ὥσπερ ἦν πρὸ τῆς ἐπῳδῆς, αὐτὸς δὲ ἀπολιπών με λαθὼν οὐκ οἶδ᾽ ὅποι ἀφανὴς ἔφη ὁ Δεινόμαχος", «οἶσθα κἂν ἐκεῖνο, ἄνθρωπον ποιεῖν ἐκ τοῦ ὑπέρου;». «Νὴ Δί᾽», ἡ δ᾽ ὅς, «ἐξ ἡμισείας ye οὐκέτι γὰρ εἰς τὸ ἀρχαῖον οἷόν τέ μοι ἀπάγειν αὐτό, ἢν ἅπαξ γένηται ὑδροφόρος, ἀλλὰ δεήσει ἡμῖν ἐπικλυσθῆναι τὴν οἰκίαν ἐπαντλουμένην». 1. Δεινόμαχος: è uno dei personaggi cui il protagonista fa il suo racconto.
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I 104 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
L'apprendista stregone (2) sui manuali scolastici, con pagina e numero.
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