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greco · Appiano
Appiano · Guerre sannitiche
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Appiano nelle Guerre sannitiche narra il discorso di Puntio, condottiero sannita, ai consoli romani catturati. Puntio espone i torti subiti dai Sanniti e le violazioni ripetute dell'amicizia, offrendo ai Romani la clemenza a condizione di giurare pace eterna.
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Puntio, chiamati gli ambasciatori, ordinò ai consoli e agli altri capi dell'esercito e a tutta la moltitudine di dire: «Noi abbiamo sempre cercato l'amicizia con i Romani, che voi per primi avete sciolto alleandovi con i Sidicini nostri nemici. Poi, quando l'amicizia si rinnovò, voi faceste guerra ai Neapolitani, nostri vicini. E non ignoravamo che questo era il vostro piano per dominare tutta l'Italia. Nelle passate battaglie, approfittando della inesperienza dei nostri generali, avete commesso molti eccessi; e quando ambasciatori nostri vennero da voi due volte, concedendo molto, voi ci imponeste cose superbe: che abbandonassimo il potere e vi obbedissimo. Per questa vostra avidità meritavate che noi fossimo ostili verso di voi. Io, rispettando il timore degli dèi, che voi disprezzate, e ricordando l'antica parentela e l'amicizia, vi concedo a ciascuno di andarvene vivo sotto il giogo con indosso soltanto il mantello, se giurate che restituirete a noi la terra e tutti i territori, allontanerete i coloni dalle città, e non farete mai guerra ai Sanniti».
Ο δε Ποντιος, τους πρεσβεις καλεσας, τοις υπατοις και τοις αλλοις αρχουσι της στρατιας και παντι τω πληθει λεγειν εκελευεν· «Ημεις αει Τωμαιοις εσπενδομεθα φιλιαν, ην αυτοι διελυσατε, Σιδικηνοις τοις ημετεροις εχθροις συμμαχουντες. Ειτ' αυθις αυ φιλιας ημιν γενομενης, Νεαπολιταις επολεμειτε, τοις ημετεροις γειτοσιν. Και ουκ ηγνοουμεν οτι ταυτ' ην υμιν παρασκευη πλεονεξιας επι ολην την Ιταλιαν. Εν τε ταις προτεραις μαχαις πολλα παρα την απειριαν των ημετερων στρατηγων παραλαβοντες ουδεν επεδειξασθε μετριον ες ημας, και πρεσβευσαμενων ημων δις προς υμας, και πολλα συγχωρουντων, υπερηφανα ημιν αλλα επετασσετε, την αρχην ολην αποθεσθαι και υμων υπακουειν. Ενεκα μεν ουν της υμετερας πλεονεξιας εδει και τα παρ' ημων υμιν ασπονδα ειναι. Εγω νεμεσιν τε θεων αιδουμενος, ην υμεις υπερειδεσθε, και συγγενειας και φιλιας της ποτε μνημονευων, διδωμι εκαστον υμων συν ιματιω σωον υπο ζυγον απελθειν, ην ομοσητε την τε γην και τα χωρια πανθ' ημιν αποδωσειν, και τους κληρουχους απο των πολεων απαξειν, και μηδε ποτ' επι Σαυνιτας στρατευσειν».
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I 99 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Puntio, chiamati gli ambasciatori, ordinò ai consoli e agli altri capi dell'esercito e a tutta la moltitudine di dire: «Noi abbiamo sempre cercato l'amicizia con i Romani, che voi per primi avete sciolto alleandovi con i Sidicini nostri nemici. È l'inizio della versione di Appiano, Guerre sannitiche.
Nel testo di Appiano, Puntio accusa i Romani di aver sciolto l'amicizia alleandosi con i Sidicini, di aver fatto guerra ai Neapolitani, e di aver imposto condizioni superbe agli ambasciatori sanniti, rivelando il loro piano di dominare l'Italia.
Altri passi di Appiano già tradotti e analizzati.