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latino · Aulo gellio
Aulo gellio · Noctes atticae
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Aulo Gellio racconta nei Noctes atticae la morte leggendaria di Milone, celebre atleta della Magna Grecia. Anziano, mentre tentava di provare la sua forza su una quercia, rimase intrappolato e divorato dalle belve.
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Milone di Crotone, atleta illustre, che negli annali è scritto fu coronato per la prima volta all'Olimpiade sessantaduesima, ebbe una fine di vita miseranda e straordinaria. Quando ormai anziano aveva abbandonato l'arte atletica e faceva un viaggio per caso solo in luoghi selvaggi dell'Italia, vide una quercia vicino alla strada che si apriva con ampi squarci nella parte di mezzo. Allora desiderando, credo, provare ancora se gli rimanevano alcune forze, infilate le dita nelle cavità dell'albero cercò di divaricarlo e spaccare la quercia. E davvero divise e staccò la parte di mezzo; ma la quercia, divaricata in due parti, quando egli come se avesse completato ciò per cui si era sforzato allentò le mani, cessata la forza ritornò alla sua natura e, trattenute e chiuse le sue mani, l'offrì fatto a pezzi alle fiere.
Milo Crotoniensis, athleta inlustris, quem in chronicis scriptum est Olympiade LXII primum coronatum esse, exitum habuit e vita miserandum et mirandum. Cum iam natu grandis artem athleticam desisset iterque faceret forte solus in locis Italiae silvestribus, quercum vidit proxime viam patulis in parte media rimis hiantem. Tum experiri, credo, etiam tunc volens, an ullae sibi reliquae vires adessent, inmissis in cavernas arboris digitis diducere et rescindere quercum conatus est. Ac mediam quidem partem discidit divellitque; quercus autem in duas diducta partis, cum ille quasi perfecto, quod erat conixus, manus laxasset, cessante vi rediit in naturam manibusque eius retentis inclusisque stricta denuo et cohaesa dilacerandum hominem feris praebuit. [...]
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I 87 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Milone di Crotone, atleta illustre, che negli annali è scritto fu coronato per la prima volta all'Olimpiade sessantaduesima, ebbe una fine di vita miseranda e straordinaria. È l'inizio della versione di Aulo gellio, Noctes atticae.
Nel passo delle Noctes atticae di Aulo Gellio, Milone rimase bloccato con le mani intrappolate in una quercia che stava cercando di spaccare, e la quercia lo lacerò e lo offrì alle bestie feroci.
Altri passi di Aulo gellio già tradotti e analizzati.