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Allos Idem · Vol. unico · pag. 494 · versione 49
Cesare · De bello civili
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Versione d’autore: Cesare, De bello civili
Nel terzo libro del De bello civili, Cesare narra l'inseguimento di Pompeo lungo la costa dell'Epiro dopo lo sbarco delle sue truppe. In questo brano Pompeo, spaventato dalla rapidità di Cesare, marcia in tutta fretta verso Durazzo mentre il suo esercito, sfibrato e impaurito, rischia di sbandarsi. Il gesto di Labieno, che giura di condividere la sorte di Pompeo, restituisce coesione alle truppe pompeiane accampate sull'Apso.
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Ma Pompeo, venuto a conoscenza di questi fatti accaduti a Orico e ad Apollonia, temendo per Durazzo, si affrettava là con marce diurne e notturne non appena si diceva che Cesare si stava avvicinando; e un tale terrore si abbatté sul suo esercito, poiché affrettandosi aveva unito la notte al giorno e non aveva mai interrotto la marcia, che quasi tutti abbandonavano le insegne provenienti dall'Epiro e dalle regioni vicine, molti gettavano le armi e la marcia sembrava simile a una fuga. Ma poiché Pompeo si era fermato vicino a Durazzo e aveva ordinato di misurare l'accampamento, essendo l'esercito ancora spaventato, per primo si fa avanti Labieno e giura che non lo avrebbe abbandonato e che avrebbe affrontato la stessa sorte che la fortuna gli avesse riservato. Lo stesso giurano gli altri legati; seguono i tribuni militari e i centurioni, e allo stesso modo giura tutto l'esercito. Cesare, poiché il percorso verso Durazzo era già occupato, smette di affrettarsi e pone l'accampamento presso il fiume Apso, nei confini degli Apolloniati, affinché le città che si erano ben meritate fossero al sicuro grazie a fortini e sentinelle, e lì decise di attendere l'arrivo delle rimanenti legioni dall'Italia e di svernare sotto le tende. Lo stesso fece Pompeo e, posto l'accampamento al di là del fiume Apso, vi radunò tutte le truppe e gli aiuti.
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cognitis … rebus
→ venuto a conoscenza di questi fatti
Cognitis his rebus indica il fatto appreso da Pompeo, che scatena la sua reazione immediata.
Compare nel periodo 1 · 3 volte in questo passo.
Scheda completa: Ablativo assolutoNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
tantusque … ut … relinquerent
Tantus... ut introduce la conseguenza del panico: l'abbandono delle insegne e della marcia disciplinata.
Compare nel periodo 2.
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ut castellis vigiliisque … essent
Ut castellis vigiliisque tutae essent esprime lo scopo per cui Cesare protegge le città alleate con fortini e sentinelle.
Compare nel periodo 6.
Scheda completa: Proposizione finaleNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
At Pompeius, cognitis his rebus, quae erant Orici atque Apolloniae gestae, Dyrrachio timens diurnis eo nocturnisque itineribus contendit simul ac Caesar appropinquare dicebatur; tantusque terror incidit eius exercitui, quod properans noctem diei coniunxerat neque iter intermiserat, ut paene omnes ex Epiro finitimisque regionibus signa relinquerent, complures arma proicerent ac fugae simile iter videretur. Sed cum prope Dyrrachium Pompeius constitisset castraque metari iussisset, perterrito etiam tum exercitu, princeps Labienus procedit iuratque se eum non deserturum eundemque casum subiturum, quemcumque ei fortuna tribuisset. Hoc idem reliqui iurant legati; tribuni militum centurionesque sequuntur, atque idem omnis exercitus iurat. Caesar, praeoccupato itinere ad Dyrrachium, finem properandi facit castraque ad flumen Apsum ponit in finibus Apolloniatium, ut castellis vigiliisque bene meritae civitates tutae essent, ibique reliquarum ex Italia legionum adventum exspectare et sub pellibus hiemare constituit. Hoc idem Pompeius fecit et trans flumen Apsum positis castris eo copias omnes auxiliaque conduxit.
Ma Pompeo, venuto a conoscenza di questi fatti accaduti a Orico e ad Apollonia, temendo per Durazzo, si affrettava là con marce diurne e notturne non appena si diceva che Cesare si stava avvicinando;
e un tale terrore si abbatté sul suo esercito, poiché affrettandosi aveva unito la notte al giorno e non aveva mai interrotto la marcia, che quasi tutti abbandonavano le insegne provenienti dall'Epiro e dalle regioni vicine, molti gettavano le armi e la marcia sembrava simile a una fuga.
Ma poiché Pompeo si era fermato vicino a Durazzo e aveva ordinato di misurare l'accampamento, essendo l'esercito ancora spaventato, per primo si fa avanti Labieno e giura che non lo avrebbe abbandonato e che avrebbe affrontato la stessa sorte che la fortuna gli avesse riservato.
Lo stesso giurano gli altri legati;
seguono i tribuni militari e i centurioni, e allo stesso modo giura tutto l'esercito.
Cesare, poiché il percorso verso Durazzo era già occupato, smette di affrettarsi e pone l'accampamento presso il fiume Apso, nei confini degli Apolloniati, affinché le città che si erano ben meritate fossero al sicuro grazie a fortini e sentinelle, e lì decise di attendere l'arrivo delle rimanenti legioni dall'Italia e di svernare sotto le tende.
Lo stesso fece Pompeo e, posto l'accampamento al di là del fiume Apso, vi radunò tutte le truppe e gli aiuti.
128 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
Si traduce: ma Pompeo, venuto a conoscenza di questi fatti, accaduti a Orico e ad Apollonia. È l'apertura del passo del De bello civili in cui Cesare racconta la ritirata precipitosa di Pompeo verso Durazzo.
Perché Pompeo, temendo l'arrivo di Cesare, marcia con tappe forzate senza soste, unendo la notte al giorno: la fatica e la fretta gettano nel terrore le truppe, al punto che molti soldati abbandonano le insegne e le armi durante la marcia.
Labieno, ex luogotenente di Cesare passato dalla parte di Pompeo, è il primo a farsi avanti davanti all'esercito spaventato e a giurare fedeltà, promettendo di condividere qualunque sorte tocchi a Pompeo: il suo gesto trascina nel giuramento anche legati, tribuni e centurioni.
Lo stesso passo (I pompeiani temono l'arrivo di Cesare) lo trovi qui: